Martedì, 09 agosto 2022 - ore 00.08

L COMUNE DI CREMA, SECONDO RIFONDAZIONE COMUNISTA, DOVEVANO CHIEDERE DI COSTITUISI PARTE CIVILE NEL PROCESSO CONTRO LA ‘ NDRANGHETA.

| Scritto da Redazione
L COMUNE DI CREMA, SECONDO RIFONDAZIONE COMUNISTA, DOVEVANO CHIEDERE DI COSTITUISI PARTE CIVILE NEL PROCESSO CONTRO LA ‘ NDRANGHETA.

Nei giorni scorsi l'imprenditore ciellino Claudio Cogorno, ex gestore dell'Hotel del Golfo (già Colonia cremasca di Finalpia) ha denunciato pubblicamente di essere stato lasciato solo nel processo a Alfonso Pio e Omar Petrocca, condannati per infiltrazione della 'ndrangheta nella struttura amata dai cremaschi.

La sindaca Bonaldi ha tenuto a precisare che "la Fondazione è estranea al procedimento giudiziario per infiltrazioni, così come estraneo è il Comune di Crema il quale, peraltro non ha alcun rapporto di controllo, diretto  indiretto con la Fondazione Opera Pia".

E' la dimostrazione che la sindaca è specializzata nel non assumere responsabilità, mentre è sempre in prima fila per ricevere onori e lodi.

La sindaca ha nominato e sostenuto per anni il Presidente Pierpaolo Soffientini e il Consiglio di Amministrazione, che hanno permesso alla ICOS di Cogorno di trasformare la Colonia in Hotel, Consiglio di Amministrazione che non ha verificato le anomalie accadute nel tempo nell'immobile di sua proprietà, compresa l'occupazione a titolo gratuito della suite da parte di una "amica" del personaggio legato alla 'ndrangheta.

La sindaca ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione presieduto da Giorgio Pagliari, valutando, ovviamente, professionalità e competenze, ma guardandosi bene dal confrontarsi, a quanto pare, sui loro compiti e su quali indirizzi seguire.

Come Rifondazione Comunista riteniamo che sarebbe stato un fatto rilevante se il Comune di Crema avesse chiesto di costituirsi parte civile nel processo a criminali che si erano infiltrati nella società Comfort Hotel & Resort, titolare della gestione dell'ex colonia dopo il fallimento della Icos, utilizzando la struttura come se fosse di loro proprietà.

Ovviamente anche la Fondazione Opera Pia Colonia di Finalpia doveva chiedere la costituzione di parte civile, difendendo la proprietà pubblica che gestisce.

Il magistrato avrebbe deciso in merito alla costituzione di parte civile, ammettendo oppure no il Comune e la Fondazione; la richiesta sarebbe però stata un elemento di chiarezza e di sostegno alla legalità, oltre che una presa di posizione solidale nei confronti di chi aveva denunciato le infiltrazioni malavitose.

 

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