Domenica, 22 maggio 2022 - ore 03.51

L’Eco Sempre a proposito di Arena Giardino

In merito ai due servizi pubblicati dal nostro L’Eco del Popolo riguardo allo sgradevolissimo e preoccupante episodio vandalico a danno dell’Arena Giardino abbiamo ricevuto una nota di precisazione da parte di Giorgio Mantovani, Presidente della Società Filodrammatica Cremonese. Che, non prima di aver ringraziato il mittente per l’attenzione a noi rivolta, pubblichiamo tempestivamente ed integralmente.

| Scritto da Redazione
L’Eco Sempre a proposito di Arena Giardino L’Eco Sempre a proposito di Arena Giardino

FILODRAMMATICI  RISORSA  DELLA  COMUNITA'                                               

Caro Eco del Popolo, apprezzo sempre lo sforzo di approfondimento, di confronto e di divulgazione. Ma, stavolta, pur condividendo la denuncia dell’ormai superato livello di guardia nella condizione generale di insicurezza della città, di cui l’episodio della devastazione presso l’Arena Giardino è segnalatore,  non mi ritrovo totalmente nelle considerazioni svolte nei due articoli apparsi sull’argomento.

Pur non banalizzando la gravità dell’accaduto, infatti, eccepisco quanto segue:

- si è trattato di  una azione dei soliti giovani “contro tutto”, come tanti altri esempi, da cui è estranea l’intenzionalità di un gesto contro la “cultura”

- in tutti questi anni colpevolmente, nonostante le avvisaglie, non è stato mai attivata una videosorveglianza

- in ogni caso il danno é coperto da assicurazione obbligatoria che provvederà al  risarcimento

- la mobilitazione del gestore, alla luce di quanto sopra, sembra dettata più da spirito di doglianza suggerita da altri conti aperti col Comune che non da presupposti reali.

L’articolo che hai pubblicato traccia un parallelo tra le attività del gestore e quella svolta dalla Società Filodrammatica Cremonese. In comune c’è solo la proiezione cinematografica. Ma tutto finisce qui. Perché il gestore dell’Arena svolge tale attività a livello imprenditoriale (quindi, con un’aspettativa di ritorno economico). Mentre la Società Filodrammatica non è mossa da altro scopo che non sia quello associativo, fortemente correlato alla vita artistica e culturale della Città. Il complesso delle attività, svolte nel Teatro Filodrammatici, di cui le rappresentazioni dal vivo costituiscono la maggiore evidenza, rappresenta l’unico esempio a Cremona ed uno dei pochissimi nello scenario nazionale di esercizio privato di attività artistico - teatrali, gestito sinergicamente con il “pubblico”. Esempio di come la collaborazione tra pubblico-privato diventa un moltiplicatore/ottimizzatore di risorse. Al centro del quale, pur nel rispetto delle singole peculiarità, è posta la funzione di raccordo e di programmazione dell’istituzione comunale. La Stagione annuale delle rappresentazioni programmate dal Comune, mette in scena più di cento eventi, che, in aggiunta alle esibizioni di rinomate professionalità in ogni segmento dell’attività teatrale, danno, ormai stabilmente, spazio all’esordio di giovani talenti, espressi dalle attività formative ospitate dalla Società Filodrammatica.

Il Filo da anni, infatti, ha aggiunto al proprio tradizionale progetto formativo nei campi della prosa, della danza e della musica una significativa agibilità a sodalizi di preparazione artistica, che svolgono la attività nel teatro e nell’adiacente sede del circolo. In tale senso, non posso che dissociarmi dai piagnistei e dalle strumentali denunce correlate al pur spiacevole episodio di vandalismo.

Grazie per l’ospitalità e cordiali saluti.

Giorgio Mantovani – Presidente della Società Filodrammatica Cremonese

_______________________________

L’apprezzato Presidente della Società Filodrammatica Cremonese, il più antico sodalizio artistico e culturale di Cremona (peraltro protagonista, all’inizio del 900, della prima proiezione cinematografica in città) ha colto, nei due scritti pubblicati dal nostro giornale in merito agli episodi di vandalismo a danno dell’Arena Giardino, un arbitrario parallelo tra il suo sodalizio e altre gestioni a finalità privata. Sulla qual cosa (cioè che non esista alcun’altra comunanza, oltre all’esercizio cinematografico) non varrebbe neppure la pena indugiare.

L’unica sovrapposizione tra le due distinte entità è rappresentata, secondo chi scrive, dal coraggio in capo sia al gestore privato che alla Società Filodrammatica di continuare un’attività falcidiata dalle conseguenze del mutamento dei tempi.

In tal senso L’Eco del Popolo, che apprezza infinitamente l’attività dell’unico prestigioso sodalizio privato in grado di fornire a Cremona (a costo praticamente zero) un’intensa e qualificata attività culturale e teatrale, auspica che i pubblici poteri intervengano almeno per invertire le condizioni di degrado e di insicurezza. Che costituiscono, senza ombra di dubbio, un deterrente per i cittadini che, in aggiunta al ridotto potere d’acquisto, non gradiscono avventurarsi fuori casa nelle ore notturne.

Il senso della mobilitazione in tal senso è di utilità comune per l’associazione e per i gestori privati.

Nei due precedenti servizi abbiamo dato ampio spazio ad una analisi più generale che ha come riferimento sia le condizioni ostative (l’insicurezza) sia un non bene delineato (ad essere generosi) di politiche culturali.

In tal senso, consapevolissimi delle ridotte risorse e del monito ad usarle oculatamente e miratamente, abbiamo suggerito (vox clamans in deserto) di  evitare qualsiasi criterio esclusivo. Perché Cremona, città di liuteria, d’arte e di musica, non può permettersi di trattare le altre Muse e le feconde attività associative e private alla stregua di Cenerentola.

Una volta garantite le condizioni generali di sicurezza e di agibilità del patrimonio comunale, i privati devono camminare con le loro gambe.

Spiace, ma si ha qui, come sempre, il dovere di essere chiari. E’ assolutamente fuori dal radar del realismo l’idea che il Comune possa fare di più. Magari i supporter dell’Arena Giardino se ne avranno a male. Ma pensiamo di essere stati molto chiari su questo punto: il tempo dei panem et circens (che abbiamo sempre avuto in contraggenio) non può e non deve tornare.

Qualche simpatico sit-inner si è appellato alla filantropia di un grande cittadino; che, secondo noi, ha fatto e sta facendo molto per Cremona. Percepirlo come un bancomat sarebbe decisamente esagerato. Chi ama le Muse, pensi anche a sfamarle (ragionevolmente, s’intende).

(e.v.)

1095 visite

Articoli correlati

Petizioni online
Sondaggi online