Sabato, 15 maggio 2021 - ore 17.26

L’ergastolo ostativo anticostituzionale | Carmelo Musumeci

La Consulta ritiene l’ergastolo ostativo incompatibile con la Costituzione

| Scritto da Redazione
L’ergastolo ostativo anticostituzionale | Carmelo Musumeci

L’ergastolo ostativo anticostituzionale | Carmelo Musumeci

La Consulta ritiene l’ergastolo ostativo incompatibile con la Costituzione

 L‘ergastolo è un inferno, ancora più brutto dell‘inferno vero perché quello dell‘aldilà lo sconti da morto ma questo lo sconti da vivo. Per questo nessun uomo, nessuna donna, anche con i valori opposti al resto della società perbene, merita di passare tutta la sua vita in carcere e, anche se poi non dovesse accadere, il solo pensiero "fine pena mai" equivale alla più terribile tortura. La Corte Costituzionale ha imposto di rivedere l’ergastolo ostativo, c’è da essere contenti? Si! Ma non tanto, perché questa terribile condanna continuerà ad esistere, a rafforzarsi e a legittimarsi. Già in passato la Corte Costituzionale non aveva abolito l’ergastolo perché aveva affermato che tale pena non è contraria alla funzione rieducativa, solo perché potrebbe non essere perpetua. Insomma in Italia l’ergastolo c’è… perché non c’è. Per questo mi piace ricordare che nella Francia rivoluzionaria l’orrore per questo tipo di pena fu tale che l’Assemblea Costituente, mentre mantenne la pena capitale, vietò la pena dell’ergastolo: fu così che nel codice penale del 28 settembre 1791 la pena più grave dopo la morte fu la pena di ventiquattro anni.

Come l‘abolizione della pena di morte ha legittimato l‘ergastolo, adesso la probabile possibilità della liberazione condizionale per gli ergastolani ostativi legalizzerà ancora di più l‘ergastolo. Questa terribile pena è peggiore della morte perché più lunga da scontare: la morte dura un attimo, l’ergastolo, a parte rare eccezioni, dura tutta la vita. Per questo bisognerebbe essere contrari, senza sé e senza ma, a qualsiasi tipo di pena che non abbia un inizio e una fine. Lo Stato può togliere la libertà di un uomo, può limitarla, ma non per sempre. La vita, si dice, dà la possibilità di risorgere dopo una caduta: un buon sistema penitenziario dovrebbe fornire questa possibilità, invece senza un fine pena certo e sicuro ti proibisce di pensare al futuro, perché questo non dipende più da te ma dalla fortuna, dal destino, dal caso.

L’eventuale liberazione di un ergastolano non è automatica, né un diritto: è una concessione, una possibilità, la cui attuazione dipende dalla discrezionalità dell’autorità giudiziaria, sulla base di criteri per loro natura senza vincoli, o, peggio, di pura casualità, come l’indulgenza, o la severità, il coraggio dei giudici di sorveglianza.

La sofferenza della pena può essere anche accettata, purché rimanga una speranza reale, e non solo teorica, come quella che un ergastolano può usufruire della liberazione condizionale.

La forza della giustizia e di una società sta nel perdonare il colpevole in tempi accettabili, perché altrimenti col passare degli anni il colpevole diventa una vittima e qualsiasi popolo si dovrebbe vergognare della sofferenza quando questa non è più necessaria.

La pena per funzionare dovrebbe essere un’opportunità e non solo una punizione, perché giustizia non vuol dire vendetta, ma anche compassione verso chi ha fatto del male. E poi bisognerebbe chiedersi che se ne fa la società della punizione del colpevole se è solo carcere che non produce pentimento. Credo, o mi piace pensare, che le vittime dei reati desiderino più che i loro carnefici soffrano e scontino una pena che gli faccia “bene”, per fare uscire loro il senso di colpa per il male fatto. Credo anche che per prevenire i crimini bisogna umanizzare le pene, perché una pena cattiva e dannosa è controproducente non solo per chi la subisce ma anche per la società.

Dopo questa sentenza della Corte Costituzionale immagino che molti diranno e scriveranno: “Centinaia di boss mafiosi ergastolani potrebbero uscire dal carcere”. Tranquilli! Continueranno a morire in carcere perché sarà molto difficile che qualcuno possa farcela, basti pensare che ci sono ergastolani non ostativi che sono in carcere da 30/40 anni e non sono mai usciti.

 

Carmelo Musumeci

Aprile 2021

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