Domenica, 17 novembre 2019 - ore 11.35

La Sinistra di Crema “Caso Sea Watch, necessario difendere l’indipendenza dei poteri dello Stato”

“Sui social sono già state pubblicate numerose minacce e insulti alla GIP Alessandra Vella, alla quale va la nostra totale solidarietà”

| Scritto da Redazione
La Sinistra di Crema “Caso Sea Watch, necessario difendere l’indipendenza dei poteri dello Stato”

“Dopo le sentenze mediatiche che hanno trasformato in esperti giuristi milioni di italiani, ivi compresi politici che, della loro posizione istituzionale, non dovrebbero abusare per ingerenze in atti che non competono loro, è arrivata l’ordinanza del GIP di Agrigento.

Nell’ordinanza si sconfessano tutte le accuse con una semplicissima motivazione: la capitana Carola Rackete ha agito adempiendo a doveri sanciti da numerose normative internazionali tra cui le leggi del mare e le convenzioni sui diritti umani.

La Sea Watch, dunque, non ha compiuto reati ma, anzi, un salvataggio di 53 esseri umani, naufraghi, in difficoltà. La magistratura si è pronunciata. In un paese normale, un Ministro che ha passato un anno, a fare propaganda su una legge che è, evidentemente, inapplicabile per le ONG che salvano vite umane si dovrebbe dimettere.

Dimostrato, mentre il viceministro si divideva tra una sagra e una comparsata in TV, che non esistono collegamenti tra le ONG e i traffici di esseri umani, dopo due anni di inchieste prima dell’archiviazione, come affermato anche dal PM Patronaggio. Invece è lo stesso Ministro che, in una diretta social, effettua un attacco pesantissimo contro la magistratura, non riconosce quanto pronunciato dal GIP, e, ancor più grave, accusa la stessa di aver agito contro il nostro Stato, minacciando una riforma della magistratura e dando la propria sentenza.

Queste affermazioni minano l’indipendenza del potere giudiziaro della nostra Repubblica Democratica, sono affermazioni, al limite dell’eversivo e vanno ad alimentare uno scontro istituzionale contro un potere fondamentale del nostro stato di diritto. Sui social sono già state pubblicate numerose minacce e insulti alla GIP Alessandra Vella, alla quale va la nostra totale solidarietà.

I fatti dimostrano, semplicemente, che il Decreto Sicurezza BIS non si può applicare in caso di salvataggio di vite umane. Dovrebbe essere buon senso, dovrebbe essere logica delle cose, ora è anche la giurisdizione ad affermarlo. Insomma, la legge dà piena ragione al comportamento della Sea Watch e delle ONG che salvano vite, facendo un lavoro indispensabile che dovrebbe essere responsabilità degli Stati.

E l’unico a non affrontare giuridicamente le proprie azioni, fuggendo anzi dai processi, è proprio il nostro ministro, che continua, invece, a porre pressioni politiche, umiliando i nostri militari, obbligandoli ad azioni giuridicamente sbagliate in nome della propaganda. Nel frattempo, cronache internazionali, ci informano che una strage è avvenuta nella nottata. 40 persone morte dopo il bombardamento di un centro di detenzione dei migranti in Libia. In quello Stato in cui il nostro governo vorrebbe “rispedire” i migranti, in quello stato che, ormai, è solo il nostro governo a definire, senza alcun ritegno, “porto sicuro”.

Oggi Carola Rackete è una donna libera, oggi siamo tutti un po’ più umani, oggi la legge conferma quello che sapevamo: che il valore della vita e della dignità umana viene prima di qualsiasi legge ingiusta.”

Paolo Losco, Sinistra Italiana - La Sinistra

Beppe Bettenzoli, Rifondazione Comunista - La Sinistra

In allegato testo completo dell'ordinanza del GIP di Agrigento.

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