Martedì, 04 ottobre 2022 - ore 05.08

L'elezione Un brasiliano alla guida del Wto

| Scritto da Redazione
L'elezione Un brasiliano alla guida del Wto

Robert Carvalho de Azevedo è il nuovo direttore generale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. La sua elezione è la dimostrazione tangibile del cambiamento degli equilibri economici e politici globali. Vincono i Brics contro Usa ed Europa
Con un comunicato del presidente del suo consiglio generale, l'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC – WTO) ha informato, l'8 maggio scorso, della conclusione della procedura di selezione del nuovo direttore generale, che entrerà in carica il prossimo primo settembre al posto dell'uscente Pascal Lamy. A conclusione dei tre round di consultazione dei 159 paesi membri, dagli iniziali 9 candidati si è arrivati all'ndicazione del diplomatico brasiliano Robert Carvalho de Azevedo, dal 2008 rappresentante permanente del Brasile in seno all'Omc. Nell'ultimo “ballottaggio”, de Azevedo è stato preferito, a maggioranza, al messicano Herminio Blanco.
Per quanto non siano rese ufficialmente note le posizioni dei diversi governi, si ritiene che Blanco abbia avuto il sostegno dell'amministrazione Usa e della maggioranza dei governi europei, mentre de Azevedo è stato sostenuto dagli altri governi dei cosiddetti BRICS e dalla maggioranza dei governi asiatici e africani.
Del resto, l'elezione di un brasiliano – dopo che nel 2010 il connazionale Josè Graziano da Silva era stato eletto alla guida della FAO – è la dimostrazione tangibile del cambiamento degli equilibri economici e politici globali, con l'ascesa delle cosiddette economie emergenti e dei paesi del gruppo BRICS.
Il comunicato dell'OMC ci tiene, comunque, a precisare che nessuno dei 9 candidati aveva ottenuto opzioni negative, cioè che nessun governo si è opposto esplicitamente a nessuna singola candidatura, pur indicando una preferenza tra i candidati.
Il clima apparentemente cooperativo che ha portato alla indicazione del nuovo Direttore Generale dovrà ora misurarsi con lo stallo in cui versa, ormai da diversi anni, il cosiddetto Doha Round, lanciato nel 2001 con l'obiettivo dichiarato, ma mai veramente perseguito, di raggiungere un accordo commerciale globale che favorisse lo sviluppo, in particolare per i paesi più poveri del pianeta.
Brasile e BRICS erano indicati, dagli Usa e dall'Europa, come “ostacoli” alla conclusione dei negoziati, anche se, in realtà, i primi problemi sollevati dai paesi poveri e in via di sviluppo riguardavano i sussidi – diretti o mascherati – al cotone e all'agricoltura proprio di Stati Uniti ed Europa. Il primo gravoso impegno del nuovo direttore, sarà, quindi, proprio quello di sbloccare il negoziato nella prossima conferenza ministeriale dell'OMC, in dicembre a Bali.
Sui temi del commercio intenazionale, intanto, Cgil, Arci, FairWatch e Legambiente hanno promosso l'osservatorio “Trade Game: il commercio non è un gioco”. Un seminario di presentazione dell'osservatorio e di approfondimento dei temi relativi all'impatto ambientale, sociale, occupazione dei trattati commerciali, bilaterali e multilaterali, è convocato per il prossimo 11 giugno presso la Cgil nazionale.


 

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