Sabato, 25 giugno 2022 - ore 12.42

Lettera aperta contro la guerra di una Donna milanese

Guerra

| Scritto da Redazione
Lettera aperta contro la guerra di una Donna milanese

LETTERA APERTA CONTRO LA GUERRA DI UNA DONNA MILANESE



Sono qui a Milano nella mia cucina, cerco disperatamente cosa dire

sulla guerra, e come dirlo, ai miei tre figli che sono a casa: le scuole sono

chiuse per le feste di Carnevale e già due su tre mi hanno fatto

domande “ingombranti”.

La televisione non si può accendere, viaggiano dallo schermo agli

ambienti domestici immagini e linguaggi violentissimi.

Respiro, in fondo li ho portati due sabati fa e sabato scorso a

sventolare il grande bandierone della Pace. Ho attaccato il nastro

della

pace sulla cartella. Può bastare? No.

E allora vorrei avere la stessa sicurezza che hanno avuto i

parlamentari

in aula il primo di marzo, quei tanti che sono intervenuti a favore

della risoluzione per mandare “aiuti” bellici all’Ucraina.

Vorrei avere le loro convinzioni quando affermavano che “la pace si

fa con le armi”, che “le armi difendono la pace”, che “la

pace va armata”.

Guardo i miei figli e conto tutta la fatica investita fino ad ora per

educarli alla Pace, al dialogo, al rispetto.

Sono poco convinta, io non la trovo quella vigliaccheria dei

parlamentari, io non riesco nemmeno a parole ad armare la Pace.

I bambini non lo capirebbero. Mi guarderebbero con occhi a forma di

punti interrogativi immensi.

Cavoli, ho forse già detto loro che la Pace è il contrario della

Guerra? Ho forse già detto loro che i popoli non vanno affamati e

armati? Ho forse già parlato loro di mio nonno tra i primi obiettori di

coscienza, scelta che gli costò un soggiorno al fresco come prigioniero

politico e forti riduzioni dei diritti?

Sì, io ho già educato alla pace da un pezzo i miei figli.



E allora le parole dei parlamentari che vogliono armare la Pace non

fanno per me, per i miei figli e per moltissime famiglie italiane che

con sacrificio pagano le tasse, lavorano, educano al rispetto e hanno

letto e capito l’articolo 11 della Costituzione Italiana.



La mia speranza è quella che un grande Movimento per la Pace e per il

Disarmo sia protagonista nel nostro Paese, da qui in avanti senza

sosta,

per le giovani generazioni e per tutto il numeroso paese onesto che è

l’Italia.



Bambine e bambini… Sì ai carri di Carnevale, No ai carri di arsenale!



-UFFICIO STAMPA

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA LOMBARDIA

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