Giovedì, 28 maggio 2020 - ore 03.14

#LottaCoronavirus Troppe fabbriche aperte scattano i primi scioperi Mercoledì 25 stop dei metalmeccanici in Lombardia

Il segretario della Fim-Cisl: "Qui sono necessarie misure più restrittive". Anche le banche minacciano di fermarsi. Boccia a Circo Massimo su Radio Capital: "Sciopero generale? Onestamente non capisco su cosa"

| Scritto da Redazione
#LottaCoronavirus Troppe fabbriche aperte  scattano i primi scioperi Mercoledì 25 stop dei metalmeccanici in Lombardia

#LottaCoronavirus Troppe fabbriche aperte  scattano i primi scioperi Mercoledì 25 stop dei metalmeccanici in Lombardia

Il segretario della Fim-Cisl: "Qui sono necessarie misure più restrittive". Anche le banche minacciano di fermarsi. Boccia a Circo Massimo su Radio Capital: "Sciopero generale? Onestamente non capisco su cosa"

 L'ultimo decreto varato dal governo che restringe il numero di imprese che possono restare aperte continua a dividere il mondo del lavoro. Già oggi da Nord a Sud sono partiti i primi scioperi all'interno delle aziende. Secondo quanto riporta la Fiom, hanno incrociato le braccia al momento i lavoratori di Leonardo, Ge Avio, Fata Logistic System, Lgs, Vitrociset, MBDA, DEMA, CAM e DAR.

Tra i primi a schierarsi pubblicamente contro le decisioni prese ci sono poi i lavoratori delle aziende metalmeccaniche della Lombardia, che hanno proclamato uno sciopero mercoledì 25 marzo per 8 ore. La decisione, ha spiegato il segretario Fim-Cisl Marco Bentivogli, "è stata presa perché si consideri la Lombardia una regione dove sono necessarie misure più restrittive sulle attività da lasciare aperte". In un secondo momento lo stesso Bentivogli ha però chiarito che si sta ancora discutendo sullo sciopero e sulle modalità di attuazione della protesta.

Decisione analoga anche per ii settori chimico, tessile, dell'energia e della manifattura che in Lombardia hanno proclamato uno sciopero per mercoledì. A comunicarlo sono state in una nota le segreterie Filctem, Femca e Uiltec. "Ci mobilitiamo per difendere la vita e la salute - ripprta il testo -  il Decreto del governo tiene conto solo in misura parziale delle istanze che Cgil, Cisl e Uil hanno posto all'attenzione dell'esecutivo; infatti molte attività non essenziali nè indispensabili sono state inserite tra quelle che possono continuare a lavorare.

Scioperi, anche le banche pronto allo stop

Minacciono di fermarsi anche i lavoratori del settore bancario. I segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin in una lettera spedita questa mattina all'Abi, a Federcasse, a tutte le banche, e, per conoscenza, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte denunciano come "i dipendenti del settore, tra i quali si registrano molti casi di positività al Coronavirus, non operano in condizioni di sicurezza", senza mascherine, guanti  ecc.

Cgil Cisl Uil Lombardia mobilitati per difendere la vita e la salute

A differenza di quanto annunciato ieri dal Governo alle parti sociali e al Paese, il provvedimento assunto questa sera (in ragione delle forti pressioni esercitate dalle associazioni d’impresa, a partire da Confindustria, che anziché privilegiare la vita e la salute delle persone, hanno scelto ancora una volta il profitto e l’economia) inserisce tra le attività d’impresa da considerarsi essenziali una serie di attività di vario genere che di essenziale, strategico e necessario in questa emergenza non hanno nulla, con l’effetto di ridurre ai minimi termini il numero delle lavoratrici e dei lavoratori di aziende non essenziali che lunedì mattina potrebbero “rimanere a casa”.

Lo ripetiamo da settimane: così non si può! Il valore della vita e della salute non ha prezzo e non può essere barattato con nessuna ragione economica, lo stesso protocollo sottoscritto una settimana fa a difesa della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non è stato ovunque applicato con rigore e puntualità.

Se questo vale su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di prevenire l’estensione dei contagi, tanto più è vitale in Lombardia, dove si tratta di invertire “senza se e senza ma” la drammatica condizione della crescita costante dei contagi, dei ricoveri, dei morti che stiamo subendo, tra cui sempre più lavoratrici e lavoratori.

Per questo, nel raccogliere l’invito dei tre segretari generali nazionali di CGIL CISL UIL al rispetto delle intese e alla mobilitazione generale nei settori di attività non indispensabili, crediamo che sia necessaria già

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