Lupo, Pollini (M5s): “Alimentare allarmismi è inutile e dannoso”
Paola Pollini (Consigliera regionale M5s Lombardia): «Relativamente ai recenti avvistamenti di alcuni esemplari di lupo, ritengo compito delle istituzioni non creare alcun allarmismo. Nel merito, l’Assessore regionale Beduschi ha correttamente raccomandato di affrontare il tema con serietà ricordando che esistono già norme precise e procedure codificate, aggiungendo inoltre: “Alimentare allarmismi, segnalare ai giornali prima che alle autorità, o affidarsi a valutazioni improvvisate, non aiuta né i cittadini né gli enti che devono agire". Un richiamo evidentemente rimasto inascoltato soprattutto da alcuni esponenti del centrodestra, i quali non hanno perso l’occasione per inquinare la discussione, anche ricorrendo alla diffusione di dati che nulla hanno a che vedere con la Lombardia.
Citare il dato di 65.000 capi di bestiame perduti dagli allevatori, significa esattamente fare allarmismo. Nulla importa se quel numero, riportato per altro senza citare la fonte, riguarda l’intero continente europeo, perché l’effetto ottenuto è solo quello di seminare panico tra chi legge.
Da chi ricopre incarichi all’interno dell’Istituzione regionale ci aspetteremmo l’analisi di altri dati, come ad esempio quelli pubblicati nell’ambito del progetto “Life” di Regione Lombardia, finanziato dell’UE. Dati che spiegano come la presenza del lupo sia già monitorata nella nostra Regione, limitata a qualche dozzina di esemplari che, soprattutto sulle Alpi, coprono aree di centinaia di kmq e vagano tra diverse regioni. Inoltre, è bene ricordare, che l’ultimo attacco all’uomo risale a secoli fa.
Diverso il discorso per quel che riguarda le greggi e gli animali da compagnia, motivo per cui vengono rilasciate linee guida e per la tutela della quali l'unico deterrente che funziona sempre, oltre alla presenza dell’uomo, è il cane da guardiania. Per questo insisto affinché questi cani siano diffusi il più possibile ovunque vi siano greggi al pascolo.
Infine, se vogliamo veramente preparare nostri territori alla presenza del lupo, seppur in esigue quantità, oltre che imparare a rispettarlo e a conoscerlo, servirebbe attrezzare dei Centri di Recupero della fauna Selvatica (CRAS), affinché siano nelle condizioni di poter gestire i grandi carnivori tra cui lupi feriti o problematici, cosa che si sta facendo con grande fatica, ad esempio al CRAS Valpredina di Bergamo gestito dal WWF».
Milano, 11 febbraio 2026



