Mercoledì, 22 gennaio 2020 - ore 09.33

Milano: Calendario appuntamenti dal 22 al 27 luglio 2014

Gli eventi estivi dell'Associazione La Conta

| Scritto da Redazione
Milano: Calendario appuntamenti dal 22 al 27 luglio 2014

GIOVEDI 24/7 - alle ore 19,00 Quarto appuntamento della rassegna di film “UOMINI CONTRO” dedicata al 100° anniversario della prima guerra mondiale, organizzata da Milano a Memoria in collaborazione con l'Associazione La Conta , che ci sarà, c/o Milano a Memoria in Piazza Diaz 7 Milano.L’ingresso alla proiezione, in ambiente con aria condizionata, è di 5 euro cad. E’ gradita la prenotazionetelefonando ai numeri: 02.49438217 – 366.8732355 - 329.4709020.

Il film della serata è il seguente:

ORIZZONTI DI GLORIA di Stanley Kubrick – USA -1957 – Durata 86’

Classico del cinema "antimilitarista", "Orizzonti di gloria" è l'opera che lanciò definitivamente Stanley Kubrick verso il gota dei cineasti più importanti della cinematografia. Il film è l'adattamento di un romanzo di Humphrey Cobb, che raccontava, nel 1935, fatti storicamente avvenuti nel 1917 che non mettevano certamente in buona luce le gerarchie dell'esercito, nello specifico quelle delle armate francesi al tempo del primo conflitto mondiale. Per questo motivo la pellicola fu addirittura bloccata dalla censura transalpina (usci lì solamente nel 1975) e fu distribuita negli States solo grazie all'impegno del produttore e protagonista Kirk Douglas.

La critica che Kubrick muove al sistema militare è diretta e decisa. Viene soprattutto messo in discussione il concetto di classe e gerarchia, che mette da una parte centinaia di uomini che rischiano la vita ogni giorno e desiderano solo tornare a casa sani e salvi, e dall'altra una branca di generali ambiziosi, senza scrupoli e che vedono la guerra come un enorme "Risiko". Mentre migliaia di militari muoiono sul fronte, chi sta in alto pensa solo a far carriera. Ideali poi come il patriottismo o la libertà, valori fondanti che hanno dato vita a tante guerre, e purtroppo continuano a farlo, ai primi colpi di fucile scompaiono e addirittura chi continua a perseguirli è oggetto di scherno ("lei è un idealista e la compiango come un minorato" è la frase che rivolge il generale Broulard al colonnello Dax). I soldati semplici sono i veri eroi del film, ma non quelli iconografici che non hanno paura di niente e si gettano oltre la trincea senza remore, ma ragazzi reali che piangono e si disperano davanti alla morte imminente.

Un'opera emozionante e girata magistralmente, bellissima la carrellata all'indietro che segue il colonnello Dax attraverso tutta la trincea nella parte iniziale della pellicola. Si narra che Kubrick abbia veramente portato alla nausea i membri della sua troupe durante le riprese (alcune scene sono state girate una decina di volte, non comunque un record per lo scrupoloso regista), ma se il risultato è un film di questa forza e della cui fedeltà storica si è addirittura complimentato Churchill, allora ne è valsa la pena.

VENERDI’ 25/7 alle ore 19,00  Quinto appuntamento della rassegna di film “UOMINI CONTRO” dedicata al 100° anniversario della prima guerra mondiale, organizzata da Milano a Memoria in collaborazione con l'Associazione La Conta , che ci sarà,  c/o Milano a Memoria in Piazza Diaz 7 Milano.L’ingresso alla proiezione, in ambiente con aria condizionata, è di 5 euro cad. E’ gradita la prenotazionetelefonando ai numeri: 02.49438217 – 366.8732355 - 329.4709020.

Il film della serata, è il seguente:

LAWRENCE D’ARABIA di David. Lean –Gran Bretagna - 1962 – Durata 222’

“Un miracolo di film. Prima di cominciare delle riprese, riguardo sempre Lawrence d'Arabia” (Steven Spielberg). Era il 1962 quando l’accoppiata Sam Spiegel, produttore, e David Lean, regista, reduci dai sette premi Oscar per “Il ponte sul fiume Kwai”, portarono sul grande schermo l’avventurosa ed enigmatica esistenza di T.E. Lawrence, personaggio popolarissimo in Inghilterra ed in Arabia, scomparso precocemente in un incidente stradale. Il successo di “Lawrence d'Arabia” fu grandioso, e per i due artefici di questo kolossal (che oggi costerebbe quasi 300 milioni di dollari) arrivarono altre sette statuette. Un film che da anni è in pianta stabile nelle top ten delle pellicole più belle di sempre, e non a torto. Uno spettacolo di tale portata è difatti riscontrabile in pochissime altre opere: una vera e propria epopea capace di trasportare sul grande schermo tutto il fascino del deserto, il luogo in cui Lawrence compì le sue grandi imprese, con campi lunghissimi in cui lo sguardo si perde, ed allo stesso modo abile nel catturare, con piani stretti, le virtù, le debolezze e le contraddizioni dei protagonisti, su tutti naturalmente il colonnello inglese, magnetico con le sua gesta a tratti eroiche ed a tratti deprecabili. Artefici di tali mirabili capacità sono: l’ispirata regia di Lean, supportata da una splendida fotografia (alcune immagini tolgono il fiato, come quella del miraggio, o dell’alba sull'“incudine del sole”, con taluni stacchi di montaggio magistrali); la solida sceneggiatura di Robert Bolt, fatta di concisi dialoghi che inquadrano ottimamente sia le significative vicende storiche (il contrasto fra ideali e politica) che quelle private; l’indimenticabile colonna sonora di Maurice Jarre, legata indissolubilmente alla sabbia del deserto; le interpretazioni del ricco e talentuoso cast.

A dispetto di star dell’epoca come Alec Guinness e Anthony Quinn, a lasciare di più il segno sono gli attori allora meno noti, Peter O’Toole (Lawrence) e Omar Sharif (Ali ibn al-KharÄ«sh), che da quest’opera hanno poi ricevuto fama internazionale. “Lawrence d'Arabia” è un film, infine, in cui si può trovare tutto: avventura, azione, poesia, violenza, splendidi panorami, momenti drammatici e momenti comici. Manca solo, a dire il vero, una storia d’amore, ma per i meno romantici può essere un ulteriore pregio.

SABATO 26/7 alle ore 19,00: Sesto appuntamento della rassegna di film “UOMINI CONTROdedicata al 100° anniversario della prima guerra mondiale, organizzata da Milano a Memoria in collaborazione con l'Associazione La Conta , che ci sarà,  c/o Milano a Memoria in Piazza Diaz 7 Milano. L’ingresso alla proiezione, in ambiente con aria condizionata, è di 5 euro cad. E’ gradita la prenotazione telefonando ai numeri: 02.49438217 – 366.8732355 - 329.4709020.

Il film della serata, è il seguente:

LA GRANDE ILLUSIONE di Jean Ronoir – Francia - 1937 – Durata 113’

Uno dei più celebri titoli di Jean Renoir è sicuramente “La grande illusione”, film che ha segnato una data importante nella cinematografia mondiale per il suo messaggio pacifista e umanitario contro la follia della guerra, le divisioni di classe e i nazionalismi esasperati. “La grande illusione” è un’opera di fattura classica, meno sperimentale rispetto al successivo “La regola del gioco”, ma toccante e priva di retorica, in cui lo stile del grande autore francese raggiunge una purezza e una sincerità d’espressione ammirevoli. Il film fu un grande successo internazionale fin dalla sua uscita; il merito va allo splendido cast (Jean Gabin, Pierre Fresnay, Gaston Modot, Marcel Dalio e il leggendario regista Erich von Stroheim, forse alla sua migliore interpretazione di attore), all’ottima sceneggiatura del regista e di Charles Spaak, al magnifico bianco e nero di Sam Levin e alla evocativa colonna sonora di Joseph Kosma, che tradusse in musica i testi di Jacques Prevert, Raymond Queneau e Louis Aragon.

Girato nel 1937, durante la stagione febbrile del Fronte Popolare, Renoir ne coglie le istanze sociali e progressiste, traducendole in un linguaggio insieme poetico e realista, che pur aderendo al clima di speranza e di rinnovamento non nasconde il disincanto per la “grande illusione” di un futuro di pace. Un’etica di valori, quella narrata da Renoir, che nonostante le atrocità della guerra conduce ancora a comportamenti dignitosi e leali, senza trasformare gli uomini in cinici assassini. Si può essere nemici, dunque, ma resta sempre un’umanità di fondo che non può venire meno in nessuno degli schieramenti coinvolti nel conflitto. Per Renoir la guerra, che egli visse sulla sua stessa pelle, non è quella delle trincee, dei soldati mandati a morire, degli spietati scontri tra fazioni nemiche; è piuttosto il dramma di uomini che si rispettano, che in altri tempi probabilmente sarebbero stati grandi amici, e che sono invece costretti a fronteggiarsi sul campo di battaglia. Tutto ciò è rappresentato in maniera straordinaria dal personaggio del capitano von Rauffenstein e dal rispetto e dall’amicizia che lo legano al Capitano de Boëldieu, che il militare tedesco si ritrova, suo malgrado, a dover uccidere. Renoir sembra quasi presagire gli orrori della successiva guerra mondiale; la sua illusione è destinata a restare tale.

Alcune scene entrano di diritto nella storia del cinema: lo spettacolo teatrale dei prigionieri francesi travestiti da ballerine davanti agli ufficiali tedeschi, interrotto da Maréchal che intona “La Marsigliese”; il gesto di von Rauffenstein che, con trattenuta commozione, recide l’unico fiore della fortezza in omaggio a Boëldieu; la permanenza nella fattoria tedesca prima di giungere in Svizzera. Fortemente voluto da Jean Gabin, “La grande illusione” vinse, nonostante l’opposizione della critica di regime, il premio per il miglior contributo artistico al Festival di Venezia e fu distribuito in Italia soltanto nel 1947, in un’edizione tagliata dai produttori francesi. Ispirato alla storia del capitano Armand Pinsard, che nel 1916 aveva salvato Renoir, allora pilota di ricognizione, dall’attacco di un caccia nemico e le cui evasioni dal carcere militare erano state documentate nel 1917 dal volume “La guerre aérienne illustrée”. Un consiglio: da guardare assieme alla pellicola inglese di Michael Powell ed Emeric Pressburger, “Duello a Berlino”.

DOMENICA 27/7 alle ore 18,00: Settimo ed ultimo appuntamento della rassegna di film“UOMINI CONTRO” dedicata al 100° anniversario della prima guerra mondiale, organizzata da Milano a Memoria in collaborazione con l'Associazione La Conta , che ci sarà c/o Milano a Memoria in Piazza Diaz 7 Milano. L’ingresso alla proiezione, in ambiente con aria condizionata, è di 5 euro cad. E’ gradita la prenotazione telefonando ai numeri: 02.49438217 – 366.8732355 - 329.4709020.

Il film della serata, è il seguente:

ADDIO ALLE ARMI di Frank Borzage – USA - 1932 – Durata 78’

Tra le migliori riduzioni cinematografiche tratte da Hemingway, questo melodranmma diretto da Frank Borzage è ambientato sul fronte italo-austriaco nella guerra 1914-18. Il tenente medico americano Frederick Henry (Gary Cooper), ferito durante la ritirata di Caporetto, s'innamora, ricambiato, dell'infermiera inglese Catherine (Helen Hayes). Dopo che i due hanno trascorso un'estate d'amore in Svizzera, Frederick viene coinvolto nella disastrosa ritirata italiana di Caporetto, riuscendo a ritrovare la donna amata solo quando ormai è troppo tardi: Catherine morirà tra le sue braccia dopo aver perso il bimbo che aspettava.

Il film, che all'epoca venne censurato dal fascismo perché ritenuto disfattista, e che portò Charles Lang all'Oscar per la fotografia, mostra i toni passionali cari a Borzage con una venatura di accenti lirici e romantici. In seguito, dal romazo di Hemingway furono tratti altri due film, la versione del 1951 diretta daMichael Curtiz con Willian Holden, e quella di Charles Vidor nel 1957 con Rock Hudson, entrambi non all'altezza di questa prima trasposizione.

Fonte: Associazione La Conta

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