Mercoledì, 27 maggio 2020 - ore 03.52

News Matteo Piloni (Pd) :Non paghi tampone se positivo-Confini sul PO-Caccia

Rimborso tampone solo se positivo. Confini sul Po: autorizzare il passaggio. Caccia: giubbini colorati

| Scritto da Redazione
News Matteo Piloni (Pd) :Non paghi tampone se positivo-Confini sul PO-Caccia

News Matteo Piloni (Pd) :Non paghi tampone se positivo-Confini sul PO-Caccia

Rimborso tampone solo se positivo. Confini sul Po: autorizzare il passaggio. Caccia: giubbini colorati

 

Coronavirus: la regione rimborsa il tampone fatto privatamente, ma solo se ha esito positivo “È UN DISINCENTIVO, ESSERE GUARITI NON PUÒ ESSERE UNA COLPA” L’Istituto Superiore di Sanità ha stabilito che se un cittadino effettua un test sierologico e questo è positivo, deve sottoporsi anche al tampone naso-faringeo, per essere certi che non sia ancora contagioso. La notizia di ieri è che la Regione Lombardia, nel recepire questa direttiva, ha stabilito che, nel caso in cui un cittadino effettui il test sierologico in regime privato e abbia esito positivo, rimborserà il costo dell’esame del tampone, ma solo in caso che anche quest’ultimo sia positivo. Questa indicazione è scritta nero su bianco nelle risposte alle domande più frequenti, sul sito della Regione (https://bit.ly/2AzJ3bB - sezione FAQ): “in caso di positività del tampone naso-faringeo” si legge, “il costo del tampone viene restituito al cittadino nei limiti di cui alla DGR n. 3132/2020 tramite le ATS”.

“Questa è l’ennesima prova che la Regione Lombardia non crede ai test diffusi e che persevera nella strategia sbagliata” dichiara per il PD il consigliere regionale Matteo Piloni. “È assurdo che un cittadino venga punito perché non è più infettivo, quando è proprio la Regione che, correttamente, chiede a chi ha un test positivo di sottoporsi anche al tampone. Il messaggio che la Regione dà ai cittadini che hanno avuto sintomi e che, pur chiamando i numeri verdi non sono stati visitati da nessuno, o quelli che devono tornare al lavoro a contatto con colleghi e con il pubblico, o a quelli che sono stati a contatto con persone malate, è che se vogliono proprio fare il test devono sapere che se lo devono pagare, e se per caso nel frattempo sono guariti, si devono pagare anche il tampone. È un disincentivo bello e buono, che nasconde forse la volontà di non far emergere la dimensione reale del contagio in Lombardia e il numero delle persone che non sono mai state raggiunte dal sistema sanitario regionale”.

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CONFINI SUL PO, NECESSARIO AUTORIZZARE IL PASSAGGIO TRA TERRITORI LIMITROFI. È QUESTIONE DI BUON SENSO“Data la difficile situazione che si è venuta a creare e la comunicazione dei sindaci, ho approfittato, questa mattina, della seduta di consiglio per interloquire con l’assessore regionale ai Trasporti che mi ha informato circa le trattative in corso tra i presidenti di Regione per consentire il passaggio tra territori limitrofi di regioni diverse, proprio come per Cremona e Castelvetro. Il governatore Zaia è già intervenuto a proposito, così come Bonaccini per il nostro caso e per la propria parte. Mi pare che la volontà di risolvere la questione ci sia. Del resto si tratta di una questione di buon senso che spetta alle regioni. Il nostro territorio è stato fortemente colpito dalla crisi e necessita di una grande attenzione da parte della Regione che, in questo caso, non deve fare altro che autorizzare una realtà consolidata, vista la grande vicinanza del nostro territorio con la Regione Emilia-Romagna e, nello specifico, con il piacentino. Mi auguro arrivino velocemente risposte in questo senso". È quanto dichiara il consigliere regionale PD Matteo Piloni in merito al problema del superamento dei comuni confinanti tra le diverse regioni: se non si raggiunge un accordo unanime tra tutte le regioni, i confini restano bloccati. Dopo il via libera di Emilia-Romagna, Veneto e Toscana, manca ora solo quello della Lombardia.

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CACCIA : “GIUBBINI COLORATI ALLE GUARDIE? UN REGALO AI BRACCONIERI” “Chiediamo di cancellare una norma insensata che non solo può essere facilmente impugnabile, ma che è anche assai pericolosa, perché contribuisce a creare ulteriore tensione, alimentando un clima che fa male anche al mondo venatorio”. È quanto dichiara il capodelegazione PD in commissione Agricoltura, Matteo Piloni, in merito alla norma inserita dalla giunta lombarda nella legge di revisione normativa ordinamentale che sarà votata in aula consiliare domani e che obbliga le guardie venatorie a indossare un giubbino con pettorale e dorsale di colori ad alta visibilità, nonché un copricapo con le medesime caratteristiche. “In Lombardia ogni anno ci sono già molti problemi legati al reato di bracconaggio e questa iniziativa, che confligge apertamente con la legge quadro nazionale 157, imbarazza perfino il mondo venatorio” conclude Piloni.

 

 

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