Sabato, 04 febbraio 2023 - ore 02.46

Noi ci siamo. Aspettiamo te. Nicola Cantarini (segretario Giovani Democratici di CR)

La questione ambientale sarà un campo di battaglia imprescindibile per il nostro lavoro

| Scritto da Redazione
Noi ci siamo. Aspettiamo te. Nicola Cantarini (segretario Giovani Democratici di CR) Noi ci siamo. Aspettiamo te. Nicola Cantarini (segretario Giovani Democratici di CR)

Noi ci siamo. Aspettiamo te. Nicola Cantarini (segretario Giovani Democratici di Cremona)

“Oggi siamo qui per iniziare un progetto e un percorso molto importante. In questo periodo storico di disaffezione verso la politica e le istituzioni, siamo riusciti a creare un gruppo di ragazzi che ha deciso di mettersi in gioco con la volontà di dire la propria, dedicando tempo e forze per cercare di migliorare, un piccolo passo alla volta, la società in cui viviamo

Partire da zero non è facile. Non si hanno certezze e ogni passo in avanti può sembrare un passo nel vuoto. Da qualche parte però bisogna pur iniziare e in queste situazioni, come per la costruzione di una casa, si parte sempre dalle fondazioni. Le nostre fondazioni, appunto, sono un gruppo di ragazzi che nell'ultimo anno si sono riuniti, in diverse parti della provincia, sotto gli stessi valori e ideali. La spinta delle elezioni amministrative e politiche e i rapporti che si sono creati grazie alla militanza nel Partito Democratico ci hanno permesso di creare un gruppo affiatato che ha spinto per dare alla provincia di Cremona una giovanile che si riconosca nei valori del Partito Democratico.

Nel nostro agire sarà fondamentale essere il più capillari possibili, arrivare in tutti i comuni della provincia coinvolgendo ragazze e ragazzi vicini ai nostri valori che mostrano l’interesse alla mobilizzazione. Dobbiamo intensificare una rete territoriale fatta di associazioni e movimenti che possono arricchire la nostra azione politica.

Il rapporto con le Federazioni dei Giovani Democratici di tutta la Lombardia dovrà essere costante. Solo tramite la condivisione di idee, prospettive e progetti possiamo dare un'immagine di organizzazione unita e determinata a realizzare i propri sogni. 

Il nostro impegno dev'essere quello di lavorare ai temi più importati che stanno caratterizzando questo periodo storico senza avere la paura di dire parole di verità. 

La nostra generazione vive la precarietà del lavoro più di chiunque altro. I problemi del mercato del lavoro sono chiari a tutti: alto numero di disoccupati, salari troppo bassi e la sicurezza sui posti di lavoro.

Dobbiamo continuare a chiedere l’introduzione del salario minimo legale. Il lavoro non può più essere considerato come uno sfruttamento del lavoratore. Dobbiamo tornare a pretendere il costante miglioramento delle condizioni di lavoro delle persone, senza aver il timore di dire che anche nel nostro territorio, non solo al sud, ci sono situazioni di vero e proprio caporalato. Basti pensare all'agricoltura ma non solo, penso anche alle tante logistiche nate e tutti quei servizi che vi gravitano intorno. È un nostro dovere sensibilizzare e far parlare di queste situazioni.

E ancora, continuare la battaglia per abolire gli stage non retribuiti ribadendo che ogni tipo di lavoro dev'essere pagato, continuando l’ottimo lavoro portato avanti dai compagni dei GD Milano.

Il rapporto tra giovani e lavoro nella nostra provincia è esemplificato dei dati dei Neet (persone che non studiano, non lavorano no ricevono una formazione) supera di 5 punti percentuali la media regionale che si fissa al 17.40%. 

Questo ci deve far rifletter e andare a fondo della questione, comprendendo quali sono i motivi e cosa si può fare per trovare una soluzione.

Ho parlato di agricoltura e quindi non posso che collegarmi al tema dell’ambiente e della qualità dell’aria nella nostra provincia.

La questione ambientale sarà un campo di battaglia imprescindibile per il nostro lavoro. Ci siamo resi conto che il cambiamento climatico è la vera sfida del nostro tempo. Il territorio cremonese, così come tutta la Lombardia, ha vissuto quest’estate una situazione drammatica rispetto alla siccità e al caldo torrido che ci ha colpito. 

Non dobbiamo dimenticare che la nostra provincia è una delle più inquinate d’Italia, sappiamo che sono diversi i fattori che portano a questi dati: in parte dall'inquinamento delle automobili, ma anche per gli allevamenti intensivi. Dobbiamo essere in grado di utilizzare parole di verità per porre la questione in modo serio.

Il rapporto con le associazioni sensibili al tema sarà molto importante. Penso soprattutto ai Fridays For Future Cremona: con loro dovremo lavorare per canalizzare l’opinione pubblica locale sull'importanza della salvaguardia dell’ambiane e della natura. Dovremo essere in grado di toccare i temi che più colpiscono le persone, come la qualità dell’aria o le temperature sempre più alte.

Legato a doppio filo al tema dell’ambiente è quello delle infrastrutture. Anche il nostro territorio paga i disservizi di Trenord, che obbliga molte persone ad optare per il trasporto privato su gomma. Va ripensato il modo di muoversi tra comuni più piccoli e nelle grandi città. Se non saremo in grado di garantire un trasporto pubblico locale efficiente saremo sempre vincolati al traffico delle auto che ormai si sono impossessate di tutte le nostre città.

Un altro tema molto importante è quello della sanità. Viviamo nella regione più colpita dal covid ma sembra che ci si sia dimenticato di tutto. Siamo vittime del mantra quotidiano dell’eccellenza della sanità lombarda senza ricordare che per una prestazione nel pubblico bisogna aspettare dei mesi e invece per una prestazione privata, pagando, dopo 3 giorni hai l’esito dell’esame. Confermando la teoria ormai trentennale che chi non si può permettere di pagare le cure private deve aspettare tempi lunghissimi, aumentando così le diseguaglianze.

Ci hanno gettato fumo negli occhi con il loro concetto di medicina territoriale. Ci sono Ospedali di Comunità e Case di Comunità che, contrariamente ai titoli usciti sui giornali, sono delle vere e proprie scatole vuote. Se all'interno delle strutture non si investe sul personale e sui macchinari non si andrà da nessuna parte, continuando ad erogare un servizio pubblico insufficiente. Dobbiamo avere il coraggio di dire, ancora più forte, che vogliamo una sanità pubblica, senza indugi o ambiguità.  Solo in questo modo si possono colmare le diseguaglianze su un diritto fondamentale come quello della salute. 

Bisogna portare avanti un’idea più moderna di Paese al pari delle grandi nazioni europee che sul tema dei diritti sono capifila. Sia sui Diritti civili che sociali vi è molto da fare. Dal matrimonio egualitario alle adozioni delle coppie omosessuali, passando dalla legalizzazione delle droghe leggere alla legge sul fine vita. Sono tutte richieste che arrivano dalle persone, soprattutto da chi subisce discriminazione.

Il diritto alla casa dev'essere prioritario nel nostro dibattito: troppe persone vivono in condizioni al limite del legale o addirittura senza una casa. L'abbattimento delle disuguaglianze passa anche da questo, soprattutto perché si interseca con il tema dell’immigrazione e dell’inclusione.

Molto importante sarà tenere alta la questione delle carceri, tema sempre troppo trascurato o discusso per stereotipi. Dobbiamo ricordarci che la nostra Costituzione sancisce che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Non ci dobbiamo abbandonare al giustizialismo.

Continuo parlando della scuola, superiore e università. Entrambe rappresentano un campo imprescindibile per la nostra mobilitazione. All'interno degli istituti, licei e tecnici, nascono le prime esperienze di vita politica. Le ragazze e i ragazzi si avvicinano ad istanze e valori che poi perseguiranno per tutta la loro vita. 

È importante riuscire a creare contatti con i rappresentanti di Istituto e le consulte, per riuscire realizzare proposte concrete.

Servirà fare una riflessione insieme agli studenti di cosa è ora l’istruzione in Italia e di come possiamo, con il nostro contributo, migliorarla e renderla più accessibile ed equa. Analizzare, anche grazie al lavoro già fatto dalle Federazioni dei GD, il rapporto tossico tra scuola e lavoro. 

Dobbiamo essere pronti ad accogliere tutte le esigenze che si manifesteranno negli istituti della provincia, potremo fare questo solo se saremo presenti fisicamente in tutte le scuole.

La scuola deve formare prima di tutto donne e uomini che diventeranno cittadini attivi del nostro Paese.

Vado verso la conclusione parlando di amministrazioni. Nei prossimi anni in provincia di Cremona andranno al voto la maggior parte dei comuni, compreso il capoluogo. Il nostro impegno sarà quello di essere parte attiva di queste elezioni. Possiamo mettere in campo forze e idee nuove, dovremo essere capaci coinvolgere il più alto numero di ragazze e ragazzi che vorranno impegnarsi nell'amministrazione del proprio comune. 

Alcuni di noi già fanno parte dei consigli comunali in vari comuni della provincia, dovremo creare una vera e propria rete di giovani amministratori che possano portare avanti le nostre istanze nei comuni.

Ma ancora più ravvicinate ci saranno le elezioni regionali, sappiamo che anche li possiamo e dobbiamo fare la differenza cercando una vera e propria mobilitazione partendo dai temi che ho elencato prima. Se vogliamo rovesciare un risultato che in molti danno per già scritto bisogna dare il 100% delle nostre capacità.

Infine, vorrei parlare del ruolo che dovremo avere con la nuova fase costituente del Partito Democratico. Al netto delle perplessità di alcuni sui tempi e modi del Congresso dobbiamo sapere che da questo punto non si torna più indietro. È arrivato il momento di dare un’identità al partito sapendo chi si vuole rappresentare. Seguire l’esempio dei partiti socialdemocratici europei per poter tornare a parlare con le persone proponendo istanze e parole che in Spagna, Germania e Portogallo funzionano.

Concludo dicendo che il nostro lavoro sui temi che vi ho illustrato lo potremo fare se sapremo intercettare nelle persone non solo le loro sofferenze ma anche i loro desideri, ridare alle persone la possibilità di sognare una società più giusta ed equa. Una società ancorata alla giustizia sociale che è la vera sostanza della giustizia. Sapremo fare la differenza se porteremo avanti istanze in funzione del bene collettivo e non dell’egoismo individuale. 

La nostra generazione non ha mai avuto la possibilità di sognare, viviamo sulla nostra pelle la precarietà e il disagio di non poter costruire un futuro migliore. Come se i sogni delle generazioni che ci hanno preceduto si siano persi nel sonno di un paese vecchio e stanco.

È arrivata l’ora di svegliarsi e di ricominciare a sognare!”

(*)Il testo del mio intervento al congresso Giovani PD di domenica 30 ottobre

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