(PC) "Il genocidio dei bambini a Gaza". Sullo striscione in piazza i nomi delle 20 mila giovani vite distrutte
Basel Abdel Rahman, Nisreen Samed Anwar, Wateem Bilal Hisham. Tre nomi, tra le oltre 20 mila giovani vite brutalmente calpestate dall'inizio del conflitto tra Israele e Palestina, che da questo pomeriggio campeggiano sulla facciata tra la sede comunale di piazza Mercanti e Palazzo Gotico: impronte fitte a gettare un'ombra sullo sfondo bianco, per ciascuna con luogo, data di nascita e l'età al momento dell'uccisione. Più grande e netta, inequivocabile nell'appello a fermare lo sterminio, la scritta che richiama lo sguardo: "Il genocidio dei bambini a Gaza".
L'iniziativa è della Comunità Islamica piacentina, che si è rivolta all'Amministrazione comunale "trovando subito accoglienza e adesione - spiega l'assessora alla Partecipazione Serena Groppelli - nel nome della pace, dei valori universali dell'umanità, di un'infanzia che in tutto il mondo dovrebbe essere protetta dalle bombe, dall'esodo forzato, dall'inaccessibilità di viveri, medicinali e ospedali. E nel nome del diritto internazionale che Israele sta violando sistematicamente, come la Commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha stabilito certificando che nella Striscia di Gaza è in corso il genocidio della popolazione palestinese".
"Ciascuno di questi nomi - aggiunge Groppelli - racchiude il dolore di una famiglia e un'ingiustizia di fronte alla quale la voce e la coscienza di un Paese civile sono le prime armi, non violente ma potenti, di cui cittadini e istituzioni possono disporre per non restare inerti e indifferenti. Nulla, più di questi 20 mila bambini e del sentimento straziante dei loro cari, può farci sentire più coesi e uniti nel chiedere la fine di questa violenza indicibile".
"Sia un monumento per i cittadini sotto il quale fermarsi, alzare la testa al cielo e, ognuno a suo modo, pregare per queste anime e ciò che oggi rappresentano - rimarca il segretario UCOII Yassine Baradai - affinché la nostra memoria ci sia utile per lottare contro il peggio che sembra voler vincere. Siano lì per noi, per motivarci a fermare una volta per tutte questo genocidio".




