OLTRE 500 IN PIAZZA STRADIVARI PER FERMARE LA GUERRA A GAZA
Oggi pomeriggio Piazza Stradivari a Cremona si è riempita con la partecipazione di oltre 500 persone tra lavoratori, lavoratrici, pensionate e pensionati, studenti, cittadine e cittadini. Alla manifestazione, convocata dalla CGIL di Cremona insieme alle categorie territoriali nell’ambito della giornata nazionale di mobilitazione per la pace a Gaza, hanno aderito e preso parte anche oltre 40 organizzazioni sociali, politiche, laiche e cattoliche del territorio.
Lo sciopero di 4 ore nei settori privati e la manifestazione hanno rappresentato una risposta forte e unitaria di fronte alla tragedia in corso a Gaza: bombardamenti, invasione militare, sfollamenti forzati e violazioni continue del diritto internazionale.
Dal palco hanno preso la parola Maria Teresa Perin e Elena Curci per la CGIL, Marco Pezzoni per la Tavola della Pace, Daniela Polenghi per Donne senza Frontiere, Martina Regis per ARCI, don Umberto Zanaboni per la Diocesi di Cremona, Gian Carlo Corada per ANPI,Marco Galli per il Partito Democratico e Paolo Losco per Sinistra Italiana / AVS, interventi diversi ma uniti dalla stessa urgenza: fermare la guerra e sostenere la popolazione di Gaza.
“La coscienza umana non può accettare il silenzio di fronte a un genocidio che è ormai sotto gli occhi di tutti – ha dichiarato Elena Curci, Segretaria Generale della CGIL Cremona –. A Gaza non muoiono solo donne, bambini e anziani: muore l’idea stessa di giustizia e di convivenza tra i popoli. Per questo chiediamo lo stop immediato ai bombardamenti, l’apertura di corridoi umanitari, la protezione della popolazione civile, la messa in sicurezza di tutte le missioni umanitarie, compresa la Global Sumud Flottilla. Chiediamo inoltre la sospensione degli accordi commerciali e militari con Israele, la rimozione dell’embargo umanitario, il riconoscimento dello Stato di Palestina e la convocazione di una Conferenza di Pace sotto egida ONU”.
La CGIL di Cremona sottolinea come l’appello proveniente dai sindacati palestinesi, e in particolare da Salameh Abu Za’eiter della Federazione generale dei sindacati palestinesi, sia oggi più che mai un grido che non può cadere nel vuoto.
“La pace – ha aggiunto Curci – non è un valore astratto, è la condizione stessa della vita e del lavoro. Senza pace non c’è futuro”.



