Martedì, 16 aprile 2024 - ore 10.43

Per attuare l’European Green Deal ci voglio 260 miliardi di euro di investimenti all’anno

Facciamo il punto: le novità in materia di rinnovabili ed efficienza e gli strumenti per favorire la transizione energetica e contrastare il cambiamento climatico

| Scritto da Redazione
Per attuare l’European Green Deal ci voglio 260 miliardi di euro di investimenti all’anno

il principale studio legale internazionale presente in Italia – ha organizzato oggi a Milano l’evento “Facciamo il punto: le novità in materia di rinnovabili ed efficienza energetica”, una giornata che ospita tre tavoli tematici – “Rinnovabili tra incentivi e grid parity”; “Efficienza energetica e autoconsumo: opportunità del mercato strutture finanziarie”; “Revamping e repowering: iter autorizzativi a confronto” – e aggiornamenti puntuali alla quale hanno contribuito operatori ed esperti del settore,« con l’obiettivo di discutere insieme il panorama delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, nonché delle opportunità e sfide che presenta agli operatori industriali e finanziari».

Dai lavori del convegno è venuta la conferma che «siamo alle porte di una rivoluzione epocale che riguarderà da vicino la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, che si propongono come motori del Green New Deal. L’Unione Europea ha infatti imposto agli Stati Membri il raggiungimento, in poco meno di 10 anni, di obiettivi sempre più ambiziosi per la decarbonizzazione, intervenendo anche sulle modalità di attuazione dei suddetti target.  L’Italia, nel rispetto dei termini indicati a livello europeo, ha già presentato il testo definitivo del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) da cui emerge che gli obiettivi possono essere raggiunti con diversi strumenti regolamentari ed economici, in parte già in vigore».

E’ stato affrontato il tema delle prime graduatorie con l’assegnazione delle tariffe incentivanti per la produzione di energia da FER ai sensi del Decreto ministeriale FER 1. Gli organizzatori evidenziano che c’è «un grande fermento tra gli operatori anche sul versante grid parity e dei contratti a lungo termine (PPA) e grande attesa per la definizione dei PPA c.d. garantiti previsti dal DM 4 luglio 2019 e attualmente oggetto di consultazione da parte del GME. La regolamentazione non potrà che sostenere e promuovere nuove forme di autoconsumo ed efficienza energetica, su cui il PNIEC fa affidamento per il raggiungimento degli obiettivi.

Francesco Novelli, senior partner DLA Piper, ha evidenziato che «Sono in atto le discussioni per definire il quadro di norme che ci auguriamo sia il più possibile certo e immodificabile, per recepire le Direttive europee del “pacchetto energia pulita”: nel frattempo, però, sappiamo già che la Commissione proporrà la prima “legge per il clima” europea per raggiungere quanto dichiarato, ovvero l’impatto climatico zero nel 2050. Gli interventi che si sono susseguiti in questo convegno, la competenza e l’esperienza dei relatori, l’interazione partecipe e intelligente degli operatori e degli istituti di credito, ci consentono di intuire nuove opportunità nelle scelte degli investimenti e delle soluzioni per la salvaguardia del parco energetico e lo sviluppo di nuove iniziative».

Secondo quanto emerso dal convegno, sono tre i filoni di intervento sui quali l’Italia dovrà puntare per raggiungere i target europei.

  1. mirare agli incentivi e alla grid parityper la quale i PPA e i piani di sviluppo della capacità della rete pubblica giocheranno un ruolo fondamentale nel processo di incremento della produzione di energia da fonte rinnovabile rispetto ai consumi nazionali. L’aumento della pressione sulle società corporate affinché abbiano migliori credenziali “verdi” e la fine degli incentivi governativi, ha visto il numero di progetti di energia rinnovabile esenti da sussidi (PPA) aumentare di oltre il 1000% dal 2013 (survey DLA Piper, su dati Inspiratia). Il numero di PPA in Europa è aumentato da appena quattro nel 2013 a oltre 45 nel 2019 (luglio 2019).
  2. L’autoconsumo: pur mancando ancora una disciplina organica e completa in grado di far decollare l’autoconsumo, esistono già studi e coraggiose normative regionali (come quella piemontese) su come realizzare le comunità energetiche e l’autoconsumo nei condomini.
  3. Puntare al revamping e al repowering degli impianti eolici e fotovoltaici, interventi per i quali alcune coraggiose regioni hanno già adottato semplificazioni procedurali rilevanti, ma che necessiterebbe di un quadro nazionale di semplificazione definito per il contemperamento delle esigenze paesaggistiche e per il superamento degli ostacoli burocratici che fino ad ora hanno allungato enormemente e irragionevolmente i tempi di rilascio delle autorizzazioni e persino di mere proroghe e varianti non sostanziali.
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