Giovedì, 14 novembre 2019 - ore 19.45

Pianeta Migranti. I flussi migratori tra le cause della crisi economica?

Lo pensano in molti. Ma la vera causa sta nel crescere delle disuguaglianze planetarie. Se oggi 8 super ricchi possiedono la ricchezza di 3,6 miliardi di persone, ossia della metà più povera dell’umanità, a costoro non resta che cercare fortuna altrove. I populismi falsano la realtà e imbrogliano l’opinione pubblica.

| Scritto da Redazione
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In un momento in cui i dati internazionali dicono che la ricchezza si sta sempre più concentrando nelle mani di pochi ricchi e il ceto medio si sta progressivamente impoverendo in tutte le parti del mondo, paradossalmente vengono premiati i leader politici che promettono di garantire e rafforzare i privilegi di pochi. La rabbia dell’opinione pubblica, il sentimento di frustrazione e solitudine provato dalle classi meno abbienti ed emarginate per una globalizzazione che li ha scartati, è stato un fattore significativo della vittoria di Trump alle presidenziali americane, del voto favorevole alla Brexit dei cittadini del Regno Unito, dell’elezione del presidente Duterte nelle Filippine e del diffondersi di movimenti populisti nel cuore dell’Europa. Vengono penalizzati i partiti tradizionali a favore del nuovo che avanza coi populismi. Ma è davvero il nuovo che avanza? 

E’ piuttosto un abbaglio che depista dalle vere cause della situazione e che è funzionale agli interessi di pochi oligarchi che, avendo in mano i media, si procurano l’ampia legittimità politica delle classi popolari. Chi è in realtà il vero responsabile della crisi? L’arrivo dei migranti dai quali dobbiamo difenderci coi muri, lasciandoli morire di freddo sui Balcani, annegare in mare o respingerli in Libia come vuole il recente accordo Italia-Libia?

Non è stato l’immigrato “clandestino” a far crescere negli ultimi anni le diseguaglianze nel nostro Paese, neppure a invogliare decine di migliaia di italiani, spesso laureati, ad andare all’estero. E’ stata la crisi finanziaria americana innescata nell’estate 2008 a segnare un rallentamento di tutti gli indici economici, una crisi ancora in corso. Tuttavia, non vediamo un sentire diffuso e un movimento di protesta generale contro le banche di investimento e le società di borsa che hanno trasferito la crisi finanziaria all’economia reale causando la perdita di milioni di posti di lavoro. Bisognerebbe spiegare ai cittadini che si sono impoveriti perché i governi nazionali sono corsi a salvare le banche con i soldi pubblici. Bisognerebbe dire, dati alla mano, che Trump, la Brexit, e tutti i populisti in giro per il mondo spostano la colpa sui migranti per salvare il capitale finanziario a cui peraltro risultano strettamente legati: Trump è un super miliardario e la Brexit è espressione di quel Regno Unito che vive di speculazioni finanziarie e di riciclaggio internazionale.

Incolpare i migranti che fuggono da una povertà peggiore da quella che stiamo vivendo nel mondo sviluppato e anche in Italia è colpire un bersaglio fragile, impotente, in fuga da tragedie che ci disturbano emotivamente anche solo a guardale in tv. Ma molti media e partiti purtroppo soffiano su questo bersaglio cavalcando la paura dei cittadini che vedono davanti a sé un futuro incerto e li trascinano in direzioni politiche che li rovinerà ulteriormente. Usare la politica e l’informazione per mettere la gente contro gli immigrati è un bumerang per la gente stessa ma un grande affare per i padroni dell’economia mondiale.

Inneggiare alla costruzione dei muri per difendersi è una mistificazione. Se c’è un muro da fare sarebbe quello intorno a Wall Street e ai capitali finanziari che per proliferare affamano i popoli, creano disuguaglianze, alimentano il commercio delle armi, le guerre e la catena infinita di profughi che poi vengono trasformati in nemici.

 

 

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