Mercoledì, 17 luglio 2019 - ore 15.23

Pianeta migranti. Per fermare i trafficanti di uomini occorrono corridoi umanitari.

Sono in tanti a chiederli, anche l’agenzia Onu per i rifugiati e l’UE. Sono in pochi a realizzarli ma il modello si sta imponendo come via sicura di contrasto al traffico illegale e criminale di uomini, divenuto l’affare del secolo.

| Scritto da Redazione
Pianeta migranti. Per fermare i trafficanti di uomini occorrono corridoi umanitari. Pianeta migranti. Per fermare i trafficanti di uomini occorrono corridoi umanitari. Pianeta migranti. Per fermare i trafficanti di uomini occorrono corridoi umanitari. Pianeta migranti. Per fermare i trafficanti di uomini occorrono corridoi umanitari.

La Chiesa italiana realizzerà corridoi umanitari per 500 profughi provenienti dai Paesi del Corno d’Africa. E’ stato siglato un protocollo d’intesa tra la CEI, il ministero degli Esteri e degli Interni e la Comunità di Sant’Egidio. Si tratterà principalmente di profughi eritrei, sudanesi, sud-sudanesi e somali.

“Troppo spesso ci troviamo a piangere le vittime dei naufragi in mare senza avere il coraggio di provare a cambiare le cose – ha affermato monsignor Nunzio Galantino -Questo protocollo consentirà di raggiungere il nostro Paese in maniera sicura”. “Non è più sopportabile – aggiunge Oliviero Forti, responsabile dell’area nazionale di Caritas italiana – assistere alla morte in mare di 20 persone in media al giorno. Questo è un segnale forte che vogliamo dare ai governi, perché decidano di affrontare un tema complesso come l’immigrazione, con cui dovremo continuare a confrontarci nei prossimi decenni, con politiche e proposte sostenibili, per non lasciare tutto in mano alla casualità”. L’iniziativa è stata già presentata anche alle Conferenze episcopali di Francia, Germania e Polonia che hanno intenzione di replicare l’esperienza.

Già nel 2016 la Commissione Ue affermava la necessità di “canali legali per consentire alle persone bisognose di protezione internazionale di arrivare in Europa in modo sicuro e dignitoso” e per neutralizzare il traffico di esseri umani”.

E dunque, in Italia entreranno con regolare visto d’ingresso 500 profughi provenienti dai campi in Etiopia, che accoglie il più alto numero di rifugiati in Africa: almeno 670.000. Le prime missioni in Etiopia inizieranno nelle prossime settimane, per prendere contatti con le autorità locali, l’ambasciata italiana e gli organismi internazionali (Unhcr e Oim). In primavera/estate saranno effettuate le prime selezioni.

Sarà il ministero dell’Interno a controllare la lista dei nomi delle persone individuate

dando la precedenza a quelle che sono in condizioni di vulnerabilità, che hanno già reti familiari o sociali in Italia o che possono beneficiare di dichiarata disponibilità di soggetti singoli, Chiese e associazioni. Tutte le spese, compresi i voli aerei e l’accoglienza in Italia, saranno sostenute della CEI tramite i fondi 8 per mille. Nessun onere sarà a carico dello Stato.

La Caritas italiana metterà a disposizione l’esperienza già collaudata con successo dell’accoglienza del progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”, che ha ospitato finora 500 profughi in 65 diocesi. Una volta in Italia, i profughi entreranno nell’iter di richiesta di protezione internazionale e saranno ascoltati dalle Commissioni territoriali di competenza.

Le associazioni proponenti i corridoi assicurano il sostegno, l’assistenza legale, l’ospitalità e l’accoglienza, con percorsi di integrazione sociale e culturale, corsi di lingua e di formazione al lavoro. L’obiettivo principale è “favorire la stabilizzazione in Italia” ed escludere il transito dei rifugiati verso altri Paesi del nord Europa.

Un nucleo di coordinamento, monitoraggio e valutazione esaminerà i risultati raggiunti, le criticità e l’efficacia delle modalità operative. 

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