Martedì, 17 settembre 2019 - ore 11.14

Pianeta migranti. L’onda sismica e della solidarietà senza frontiere.

Ci sono migranti che donano il loro pocket money in favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Centro Italia, altri che prestano il loro aiuto ai soccorsi. C’è un paese, San Giuliano di Puglia, dove i sopravvissuti al terremoto del 2002 si prestano ad accogliere circa 500 minori rifugiati non accompagnati. Ma perfino il terremoto non mette il silenziatore agli apprendisti stregoni dell’esclusione sociale che promuovono distinzioni tra chi avrebbe diritto per primo alla solidarietà.

| Scritto da Redazione
Pianeta migranti. L’onda sismica e della solidarietà senza frontiere. Pianeta migranti. L’onda sismica e della solidarietà senza frontiere. Pianeta migranti. L’onda sismica e della solidarietà senza frontiere. Pianeta migranti. L’onda sismica e della solidarietà senza frontiere.

Un piccolo gesto di solidarietà, ma di grande valore simbolico: 75 migranti beneficiari dell’accoglienza Sprar di Gioiosa Ionica rinunciano alla somma loro garantita (circa 2,5 euro al giorno, e non 35 come si affannano a urlare gli ignoranti in malafede che chiedono che siano ora dati ai terremotati) per fare una donazione agli sfollati dei comuni di Accumoli, Amatrice e Pescara del Tronto.

Un altro gruppo di migranti ospitati in provincia di Ascoli Piceno sta lavorando nelle vicinanze di Arquata, località fra le più colpite dal sisma, per costruire un centro operativo comunale. Il loro compito per ora, è quello di ripulire un campo ai margini della Salaria dove saranno installate le strutture del centro che fungerà da punto di raccordo decisionale e operativo fra le varie realtà che stanno gestendo l'emergenza. Uno di loro, avvicinato da un giornalista ha dichiarato: “Siamo qui perché noi guardiamo all’umanità delle persone e non al colore della loro pelle e per ricambiare l’accoglienza ricevuta.”

Un bel segnale di solidarietà viene anche dal paese di San Giuliano di Puglia distrutto dal terremoto del 2002 che ha sepolto sotto le macerie i 27 alunni della scuola con le loro maestre. I genitori di questi bambini si sono costituiti in un’associazione allo scopo di tenere viva e onorare la memoria dei loro figli. Hanno deciso che il modo migliore fosse quello di aiutare altri bambini, vittime sfortunate delle sciagure del mondo. Così, anni fa, hanno accolto nel Villaggio delle loro casette prefabbricate (ormai rimaste vuote) i bambini superstiti all’eccidio della scuola di Beslam; in seguito, avevano dato la disponibilità ad accogliere i bambini che avevano vissuto il disastro nucleare di Fukuscima.

Alcuni mesi fa l’associazione dei genitori ha chiesto al sindaco di poter ospitare nel Villaggio, i migranti minori che arrivano in Italia da soli, di cui spesso si perdono tragicamente le tracce e che hanno invece bisogno di protezione. Dopo i dovuti passaggi burocratici, è giunta l’autorizzazione del Ministero dell’Interno.

Nel Villaggio sorgerà un centro di primissima accoglienza dove circa 500 minori riceveranno assistenza in attesa che, entro tempi ristretti, i servizi sociali verifichino le domande e li destinino in affido preadottivo alle famiglie in tutta Italia.

Sarà un progetto pilota che cambierà il volto dell’accoglienza e i destini di tanti minori non accompagnati, proprio in un momento in cui il bando Sprar 2016-2017 non ha ottenuto forti adesioni da parte dei Comuni.

Nel Villaggio non si farà semplice accoglienza come da altre parti, ma i minori saranno accompagnati, educati, sostenuti con programmi e interventi specifici.

Ci saranno scuole di italiano, scuole di mestieri, ma soprattutto l’umanità dei genitori che hanno perso i loro figli e che vogliono dare consolazione concreta ai figli degli altri. E’ questo il percorso che più rispetta i diritti dei bambini e che salvaguarda la coesione sociale delle comunità. Diversamente, i minori devono rimanere nelle strutture di "prima accoglienza” fino alla maggiore età. Ma tutti gli interventi previsti possono condurre all’adozione solo se appropriate azioni legislative faciliteranno le famiglie disponibili ad adottare i minori stessi.

Accanto a tanti gesti ricchi di umanità, ci sono testate giornalistiche, “Libero” per citarne una, e pagine di social network che si affannano a fare azione di sciacallaggio psicologico, usando perfino una tragedia come il terremoto per promuovere la loro idea di società escludente. Fuori i profughi dagli alberghi e dentro gli sfollati del terremoto. A loro ha risposto Francesca Spada che ha postato sulla sua pagina Facebook una chiarissima dichiarazione:

https://www.facebook.com/MarcoFurfaro1980/photos/a.588741774485814.156366.588400107853314/1421515057875144/?type=3

Non c’è nient’altro da aggiungere.

(Vedi anche allegato)  

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