Sabato, 03 dicembre 2022 - ore 07.21

Premio Bandiera Verde Cia: trionfa l’agricoltura tipica e di qualità del Made in Italy

In Campidoglio la cerimonia che festeggia il traguardo della 20° edizione. Sul podio tante produzioni certificate e biologiche e la prima Comunità del cibo. Targa al film 'Siccità' di Virzì e al documentario 'Pupi Avanti: la Tavola Racconta'

| Scritto da Redazione
Premio Bandiera Verde Cia: trionfa l’agricoltura tipica e di qualità del Made in Italy

L’azienda, quasi centenaria, produttrice nella piana di Sibari della liquirizia di Calabria Dop. Bastoncini, tisane e liquori “Elisir” che esaltano la qualità biologica certificata di una radice che nel territorio cresce, da sempre, in modo naturale ed è eccellenza richiestissima da erboristerie, farmacie e rivenditori dolciari di tutta Italia. Il vivaio specializzato nella coltivazione di ornamentali tipiche del Piemonte, dalle camelie alle ortensie, diventato anche la più grande piantagione in Europa continentale di tè con ben 20 mila piante. E ancora, la cantina per antonomasia del Conegliano Valdobbiadene, del Prosecco DOCG e del Treviso Doc, fondata nel 1930 da nonno Amadio e ora guidata dai nipoti Amedeo, Alberto e Moreno che hanno introdotto tecnologie moderne e green, dal fotovoltaico sul tetto al sistema di irrigazione con ala gocciolante per zero spreco idrico e fertirrigazioni di soccorso. Queste alcune delle realtà vincitrici di Bandiera Verde Agricoltura 2022, il Premio di Cia-Agricoltori Italiani ai nuovi campioni dell’agricoltura che festeggia il traguardo dei 20 anni dalla prima edizione. Oggi, a Roma, nella Sala Protomoteca del Campidoglio la cerimonia con la consegna dei riconoscimenti a 10 aziende agricole, scelte in base a specifiche categorie. Assegnati anche 2 premi a comuni rurali virtuosi, 6 extra-aziendali e 2 premi speciali.



Ad accomunarli, il legame indelebile con il territorio, il rispetto delle sue connotazioni naturali e l’anima bio che emerge, con sempre più evidenza, nelle aree rurali del Paese, dove si sviluppa circa il 40% delle aziende agricole e tradizione contadina e cultura del cibo sono valori identitari. Fanno da collante nelle comunità e ne tengono in piedi l’economia, grazie a produzioni tipiche di qualità e ricche di biodiversità, spesso di nicchia e certificate DOP, IGP o STG. Di fatto, i pilastri del Made in Italy agroalimentare.



Del resto, l’Italia mantiene, da tempo, il podio europeo per numero di certificazioni di origine con 315 produzioni del settore Cibo e 560 del Vino, che valgono complessivamente 16,6 miliardi di euro, il 19% del fatturato totale dell'agribusiness tricolore. Solo l'export arriva a 9,5 miliardi, ovvero il 20% delle vendite di settore sui mercati stranieri. Numeri che si riflettono anche sul biologico, che rappresenta il 76% sul valore dei prodotti food a marchio DOP e IGP all’estero e, in particolare, il 42% dell’export vitivinicolo nazionale. Settore quest’ultimo che fa del Paese il primo produttore mondiale di vino con bottiglie certificate di Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia in testa alla classifica.



Dunque, un capitale importante di best practice agricole, in molti casi a recupero di colture antiche o in territori impervi e poco serviti, che diventa ancora più strategico se rilanciato in chiave innovativa e green.



Tutte skills che caratterizzano i vincitori della 20° edizione del Premio Cia. Esempio unico, la Bandiera Verde Gold, assegnata al “campione dei campioni” tra tutti i vincitori di quest’anno e che va all’azienda agricola “Compagnia del Lago”. Dal 1995 fa di Verbania, nell’area piemontese tra Lago Maggiore e Val d’Ossola, un tappeto di azalee, rododendri e ortensie che beneficiano di condizioni climatiche e terreni acidi particolarmente favorevoli. Alla produzione floricola caratteristica della zona, per il 70% venduta all’estero, si è aggiunta, inoltre, la coltivazione innovativa delle piante del tè passate nel giro di cinque anni da 4.800 a 20 mila, incoronando l’impresa come la più grande piantagione dell’Ue.

Tra gli altri premi, riconoscimento speciale all’azienda di alta quota nel territorio di produzione del Parmigiano Reggiano che coniuga allevamento di montagna e tradizioni locali. Prodotto di punta il latte 100% naturale che arriva da mucche allo stato brado che ogni giorno pascolano sulle vette dell’Appennino, muovendosi autonomamente dalla stalla ai prati e viceversa.



Alla prima Comunità del Cibo e della Biodiversità di interesse agricolo d’Italia va, invece, il premio Agri-culture. Nata in Basilicata, all’interno del Parco nazionale del Pollino, è l’esempio calzante di una terra che valorizzare il legame tra agricoltura e tradizioni locali. Un’azione collettiva vincente che aggrega filiere agricole, mense scolastiche e degli ospedali, Gas ed enti locali, per promuovere il ricco patrimonio agroalimentare, ambientale e culturale lucano.



Tra gli altri riconoscimenti extra-aziendali, nota particolare per il Comune di Arcevia. Borgo marchigiano incantevole per bellezze monumentali e storiche, ma anche per tanta tradizione legata alle specialità agricole ed enogastronomiche, vive con coraggio la faticosa ripresa dopo il terribile alluvione dello scorso settembre.

Immancabile la sezione Agri-cinema con il Premio Bandiera Verde al documentario “Pupi Avanti: la Tavola Racconta” del regista Adriano Pintaldi. Un omaggio al maestro attraverso le sequenze più celebri e iconiche che Avati ha voluto dedicare, nella sua lunga carriera, alla ritualità della tavola, momento di aggregazione e catarsi. Quest’anno, tanto spazio ai film anche con il premio speciale al regista Paolo Virzì per “Siccità”, narra con straordinaria visione l’emergenza climatica e i suoi effetti.

Lo sguardo oltre confine di Bandiera Verde 2022 porta in Albania. Premio Agri-Med all’organizzazione ANRD- Albanian Network for Rural Development che riunisce 27 realtà locali e internazionali impegnate in progetti di formazione e training per lo sviluppo rurale e che vede i più giovani coinvolti, insieme a Cia, nella piattaforma Rural Youth Hub contro lo spopolamento delle aree interne e a sostegno di nuova imprenditorialità nelle zone montane albanesi. L’Agri-Press va, invece, a WineNews per l’opera di divulgazione costante e per l’impegno verso la valorizzazione del vino che, anche grazie al contributo dell’agenzia online ventennale, può vantare il ruolo di leadership nel panorama delle produzioni agroalimentari Made in Italy. L’Istituto Statale “J.F. Kennedy” di Monselice si aggiudica, poi, la targa Agri-School. Realtà scolastica da oltre 200 allievi, vanta un’importante sezione agraria con circa 11 mila mq di terreno, ripartiti in oliveto, frutteto e seminativi, colture protette su 900 mq e produzione di birra con metodo All Grain.

Infine, più che speciale il premio di laurea in memoria di Pino Cornacchia, dirigente di spicco del sistema Cia, fino all’ultimo instancabile difensore dei diritti degli agricoltori e grande esperto e appassionato del settore. Il bando per la migliore tesi di laurea in Scienze agrarie ambientali è un’iniziativa della Onlus “Ruralità e solidarietà”, promossa da Cia Abruzzo, Marche e Molise. In Campidoglio la consegna del riconoscimento alla vincitrice per l’edizione 2022.



“Non smetteremo mai di tenere accesi i riflettori sulle aziende agricole delle aree rurali d’Italia, cuore pulsante delle produzioni di qualità più distintive e autentiche della tradizione agroalimentare tricolore -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini-. Ecco perché il Premio Bandiera Verde Agricoltura resta un’occasione imprescindibile per valorizzare le buone pratiche del settore, enti, istituzioni e progetti che in questo lungo periodo, tra pandemia e guerra, rincari, crisi energetica e climatica, hanno fattivamente contribuito, da Nord a Sud del Paese, alla sicurezza alimentare e alla salvaguardia del patrimonio agricolo. Oggi Bandiera Verde compie 20 anni -ha concluso Fini- un traguardo che, tra l’altro, arriva nella Settimana della cucina italiana nel mondo, spingendoci a rinnovare, quindi, l’impegno per la promozione delle nostre eccellenze. Tutte le piccole e preziose produzioni che fanno grande il Made in Italy e sono simbolo della Dieta Mediterranea, ma che adesso vanno supportate di più per agganciare la sfida green e digitale”. 

 
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