Lunedì, 06 aprile 2020 - ore 16.49

Quante falsità sulla figura del partigiano ‘ Carmen’ di Giuseppe Azzoni

Azzoni, dell’Anpi Cremonese, risponde ad una lettera diffamatoria su ‘Carmen’ apparsa sul giornale La Provincia nei giorni scorsi

| Scritto da Redazione
Quante falsità sulla  figura del partigiano ‘ Carmen’ di Giuseppe Azzoni

Signor direttore, mi sento in dovere di contestare alcune gravissime affermazioni contenute nella lettera ‘La storia di fascisti e partigiani nasconde verità anche scomode’. Vi si afferma che un capo della Resistenza cremonese, ‘Carmen’ Ruggeri, essendosi impadronito, con audaci azioni partigiane, di mezzi ed armi ed avendo ‘maltrattato caporioni fascisti’va definito come ‘volgare delinquente e rapinatore’(ergo ‘Carmen’ andava fucilato). Tale oggi così come ieri scriveva ‘Il Regime Fascista’e come nelle definizioni ‘banditen’delle SS. La stessa lettera qualifica il tribunale che giudicò nel 1946 i responsabili dei crimini di Villa Merli come ‘giudici autonominati’in un processo con soli testi a carico e senza difese per gli imputati. Lo scrivente ignora che nel 1946 da molto non c’erano più le istituzioni nominate dai CLN ma quelle ordinarie dello Stato e che le cronache dell’epoca citano per quel processo non pochi testi a discarico, avvocati nominati dalla difesa, assoluzioni o pene minori per diversi imputati in base a risultanze processuali. Il deprecabile delitto del dottor Bonera ad opera di ignoti non conseguì a nessuna sentenza di nessun tribunale. Non si può negare che il clima di odio, suscitato da deportazioni, delitti e stragi, creato dalla guerra nazifascista produsse frutti avvelenati che come tali vanno giudicati. I familiari del medico condotto di Gadesco, Guido Guarneri, non inventarono testimoni di comodo contro ‘un individuo vestito da GNR’, insinuazione incredibile e grave della lettera. Guarneri era antifascista della ‘Matteotti’e‘Fronte Democratico’ (29.4 e 27.5.1945) informò che venne ferito a morte dopo aver, generosamente e coraggiosamente, prestato soccorso ad un nemico in una situazione di grave pericolo. Lo scrivente della lettera difende quelli che chiama ‘miei camerati’dalle accuse di essere stati ‘spie e collaborazionisti’dei tedeschi, negando altresì che i tedeschi fossero nemici e invasori dopo l’otto settembre 1943. A questo punto concludo con una rimostranza, caro direttore, nei suoi confronti. Il giornale che fu di Fiorino Soldi, all’epoca attivo per il Fronte della Gioventù antifascista e per ‘Fronte Democratico’, può pubblicare anche scritti come questo ma avrebbe il dovere, come fa in molti altri casi, di far seguire un corsivo, una riga, col proprio parere. Non sono cose sulle quali un giornale possa permettersi neutralità e indifferenza.

Giuseppe Azzoni (direttivo ANPI di Cremona)

 

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