Mercoledì, 22 gennaio 2020 - ore 10.04

Rassegna cinematografica “ Storie di Milano”

Cinque splendidi film, per conoscere un pochino meglio la nostra città

| Scritto da Redazione
Rassegna cinematografica “ Storie di Milano”

Invito a partecipare alla rassegna di film "STORIE DI MILANO" – dedicata ai film sulla nostra città, organizzata da Milano a Memoria in collaborazione con l'Associazione La Conta , che ci sarà da martedì 29 luglio 2014 alle ore 15,00, c/o Milano a Memoria in Piazza Diaz 7 Milano.

L’ingresso ad ogni proiezione, in ambiente con aria condizionata, è di 5 euro cad. E’ gradita la prenotazione telefonando ai numeri: 02.49438217 – 366.8732355 - 329.4709020.

PROGRAMMA DELLA RASSEGNA FILM

MARTEDÌ 29 LUGLIO 2014 – ALLE 15,00 ED ALLE ORE 19 – proiezione del seguente film:

MIRACOLO A MILANO di Vittorio De Sica – Italia - 1950 – durata 97’

Ispirato al romanzo Totò il buono (1943) di Cesare Zavattini, adattato dal regista con l'autore e con Suso Cecchi d'Amico, Mario Chiari e Adolfo Franci. Raccolto neonato nel suo orto dalla dolce Lolotta e, dopo la sua morte, cresciuto in un orfanotrofio, Totò Golisano va a vivere in una baraccopoli cenciosa all'estrema periferia di Milano, abitata da un centinaio di barboni tra i quali _ santo più che buono _ predica le buone maniere, la solidarietà e la non-violenza. Quando dal suolo zampilla il petrolio, il proprietario del terreno, aiutato dalla polizia, cerca con tutti i mezzi di cacciarli. È ancora la miracolosa Lolotta a trovare per Totò, la sua innamorata e i vagabondi una via d'uscita: a cavallo di una scopa, da piazza Duomo s'involano verso il cielo. Film costoso per i trucchi made in USA (Ned Mann), ammirevole per il suggestivo BN di G.R. Aldo (Aldo Graziati) e la ricchezza delle gag comiche, poetiche o poetizzanti di Zavattini, non piacque a destra per i suoi risvolti eversivi (titolo provvisorio: I poveri disturbano), deluse a sinistra per l'abbandono del neorealismo, ma vinse a Cannes la Palma d'oro (ex aequo con La notte del piacere di A. Siöberg), il premio Fipresci e un ridicolo Nastro d'argento per la scenografia (Guido Fiorini) e fu giudicato il miglior film straniero dai critici di New York. Col senno di poi, si possono discutere le ridondanze dei troppi miracoli nella 2ª parte, il ricorso alla colomba portentosa e ai due "angeli" misteriosi. Restauro in digitale a cura del musicista Manuel De Sica, primogenito di Vittorio, nel 2010.

MERCOLEDÌ 30 LUGLIO 2014  ALLE 15,00 ED ALLE ORE 19 – proiezione del seguente film:

LO SVITATO di Carlo Lizzani – Italia – 1956 durata 98’

Achille pié veloce, fattorino di redazione, vuol diventare giornalista a tutti i costi e non perde un'occasione. Anche il furto di cani di razza può servire all'uopo. La comicità di Fo, anche collaboratore alla sceneggiatura,  non si addice al cinema. L'eclettico Lizzani non ha tra le sue corde quella del comico. Fu il 1° dei suoi 6 film ambientati a Milano. L. Pisani è lo pseudonimo di Leo Wächter, popolare impresario teatrale. Felici caratterizzazioni di F. Rame e F. Parenti. Durante le riprese Fo si ustionò la cornea e fu costretto a rimanere al buio per qualche tempo.

GIOVEDI’ 31 LUGLIO 2014  ALLE 15,00 ED ALLE ORE 19 – proiezione del seguente film:

ROCCO ED I SUOI FRATELLI di Luchino Visconti – Italia 1960 – durata 169’

Alla morte del marito, la lucana Rosaria Parondi si trasferisce a Milano, dove abita il primogenito Vincenzo, con gli altri quattro figli maschi: Simone comincia una carriera nella boxe, Rocco fa il garzone in una stireria, Ciro va a lavorare in fabbrica e Luca, il minore, rimane a casa con la madre. L'ossessione di Simone per la prostituta Nadia, della quale si invaghirà anche Rocco, porterà alla tragedia e alla disgregazione della famiglia Parondi.

A dodici anni da La terra trema, Luchino Visconti torna ad occuparsi della questione meridionale, questa volta, dal punto di vista di chi è costretto ad emigrare: le difficoltà di adattamento in una nuova realtà sociale, la condizione di chi si sente straniero in una città ostile, tra sogni di ritorno alla terra natia e voglia di integrazione, un certo verismo nelle modalità di racconto fanno di Rocco e i suoi fratelli un seguito ideale del precedente capolavoro ispirato a "I Malavoglia". Anche qui c'è una fonte letteraria precisa, la raccolta "Il ponte della Ghisolfa" di Giovanni Testori, cui si aggiungono suggestioni da altre opere quali "Giuseppe e i suoi fratelli" di Thomas Mann, "L'idiota" di Dostoevskij e "Uno sguardo dal ponte" di Arthur Miller, che il regista portò in teatro solo due anni prima. Ma al di là della sua dimensione di saga famigliare, evidentissimi gli echi verghiani, di maestoso romanzo popolare, questo capolavoro del cinema anni Sessanta è soprattutto un grande melodramma, un miscuglio sapientissimo di sentimenti forti, pulsioni ancestrali e arcaiche, uno dei risultati più alti di Visconti, che mette in scena la sua Milano attraverso gli occhi di chi ne è respinto, allontanato, fagocitato.

Compatta da un punto di vista drammaturgico, poderosa da quello descrittivo, è il caso di un'opera in grado di superare l'evidente carica ideologica grazie a virtù riferibili ad una mano registica che ha pochi eguali: «I valori assai alti di Rocco e i suoi fratelli [...] vanno, come al solito, individuati, più che nelle intenzioni ideologiche, nella concentrata densità drammatica del racconto, nella sua grandiosità epico-melodrammatica e drammaturgico-romanzesca, nei livelli altissimi della scrittura filmica e dell'orchestrazione polifonica, nella potenza con cui vengono delineati i sentimenti e fatte esplodere le passioni» (Lino Micciché, Luchino Visconti, Marsilio).

Fu osteggiato dalla censura che impose un insensato "annerimento" nella sequenza dello stupro di Nadia, tra le scene madri più forti e sconvolgenti di tutto Visconti. Il titolo è un duplice omaggio che mescola insieme "Giuseppe e i suoi fratelli" di Mann e il nome di Rocco Scotellaro, scrittore e poeta interessato alla cultura e alla società contadina, di cui il regista era un appassionato lettore.

VENERDI’ 1 AGOSTO  2014  ALLE 15,00 ED ALLE ORE 19 – proiezione del film:

BANDITI A MILANO di Carlo Lizzani – Italia – 1968 durata 102’

Il film racconta la rapina al Banco di Napoli (in largo Zandonai a Milano) del 25 settembre 1967 ad opera della banda Cavallero.

Banditi a Milano è una sorta di spartiacque tra il cinema neorealista e generalista e quello ricavato dall'attualità, vale a dire che nel 1968, in pieno dominio dello spaghetti-western, dopo il peplum e contemporaneamente all'esplosione del noir all'italiana, rozzo e violento, il film di Carlo Lizzani si impone per la sua secchezza e aderenza ai fatti realmente accaduti.

La sanguinosa rapina messa in atto dal bandito Cavallero, interpretato con istrionico naturalismo da Gian Maria Volontè e Don Backy è un bell'esempio di instant movie, privo lodevolmente di una visione politica di parte, come accade oggi, ma ancora sufficientemente energico, tanto da consigliarne la visione, che consente di gettare uno sguardo sull'Italia di quegli anni.

SABATO 2 AGOSTO 2014 ALLE 19,00 – proiezione del film:

ROMANZO POPOLARE di Mario Monicelli – Italia – 1974 durata 102’

Metalmeccanico dell'hinterland milanese, cinquantenne e scapolo, sposa una ragazza del Sud, ma arriva "alla canna del gas" per il dolore quando scopre che l'ha tradito con un poliziotto meridionale e la scaccia. Stanca di essere contesa dai due come una proprietà, la donna comincia, sola col figlioletto, una nuova vita indipendente. Scritta con Age & Scarpelli (con i dialoghi in dialetto rivisti da Enzo Jannacci e Beppe Viola), è una commedia ironica e malinconica che inclina verso il melodramma. I temi che tocca (emancipazione femminile; impatto tra Nord e Sud; omologazione nei comportamenti proletari) ne fanno un tipico film nazional-popolare nel senso migliore. È un eccellente U. Tognazzi, rigenerato dai film di Ferreri, che gli dà l'acqua della vita. Musiche di Enzo Jannacci e grande successo di pubblico.

Cinque splendidi film, per conoscere un pochino meglio la nostra città, che fa fatica a rimanere ferma ma che sa conservare le memorie del passato. Da non perdere!!

Associazione "La Conta" Milano 

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