Martedì, 15 giugno 2021 - ore 12.27

Referendum Fiat.Rifondazione comunista con i NO

| Scritto da Redazione
Referendum Fiat.Rifondazione comunista con i NO

"Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra cremonese accoglie con immenso orgoglio la magnifica prova delle operaie e degli operai della Fiat Mirafiori che hanno fatto fronte, con la schiena diritta come già prima i loro compagni di Pomigliano, al ricatto di Marchionne e di cinque sigle sindacali conniventi, e,  sostenendo il sacrosanto rifiuto della FIOM a firmarlo, nel referendum sull'"akkordo" hanno con coraggio risposto a maggioranza NO. Se alla fine tale intesa ha prevalso di strettissima misura, lo si è dovuto al voto dei quasi cinquecento impiegati e capireparto, da sempre -con esigue eccezioni- strapuntino del padrone Fiat.
  Questo nostro orgoglio è quello di chi per dieci giorni e notti filate, alla porta 2, ad ogni cambio-turno è stato presente, a partire dal proprio segretario nazionale Paolo Ferrero, insieme a poche altre forze politiche e sindacali,  al fianco dei militanti e dei dirigenti nazionali e torinesi della FIOM. Con la medesima determinazione Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra darà nei prossimi giorni tutto il proprio apporto per la riuscita dello sciopero nazionale dei metalmeccanici del 28 gennaio, come già ha fatto nelle lotte di dicembre di studenti, precari e lavoratori della conoscenza.  Perché questa Italia operaia, precaria, giovanile, senza lavoro, studentesca, è davvero l'unica Italia che oggi vale la pena di amare, e che afferma la propria nobiltà al confronto con un teatrino della politica dove al cinismo di Berlusconi, dei suoi ministri e della sua maggioranza fa riscontro una opposizione - eccettuata pur con contraddizioni l'IDV - per lo più pavida e incapace di riconoscere le forze sociali che dovrebbero essere i suoi naturali referenti.
 Infine Rifondazione Comunista -Federazione della Sinistra ritiene che da Mirafiori giunga una indicazione anche per l'emergenza occupazionale cremonese. Alla luce del pietoso comportamento bipartisan delle istituzioni torinesi - dal sindaco Chiamparino al governatore Cota - , è urgente che quelle cremonesi vengano snidate dalla loro "solidarietà" rituale e di facciata con i lavoratori della Raffineria TAMOIL. Debbono agire subito, in questi ultimi giorni utili,  sul ministro Romani e sul premier perché premano - nei modi che soprattutto Berlusconi certo non ignora - sulla proprietà libica. E' da essa, come andiamo sostenendo da novembre, che vanno strappati gli investimenti indispensabili per la continuità produttiva della Raffineria e al contempo per il radicale disinquinamento dell'area."

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