In questa circostanza, trovo comprensibili le parole del sindaco. Il messaggio in questione era fuori dall'ospedale, ma comunque alla fermata della radiale, luogo di sosta e attesa.
Personalmente, da cattolica, ma ancora maggiormente da amante della vita, non avrei mai praticato l'aborto su me stessa, addirittura quando ero in attesa del mio secondo genito e per l'età ero considerata senior, quindi a rischio, non ho neanche voluto fare l'amniocentesi, che avrebbe messo seppur minimamente a rischio il feto, perché comunque avrei accettato mio figlio anche con patologie serie.
Questo non toglie che in Italia c'è una legge che regolamenta anche questo tipo di scelta.
Sarebbe da capire chi è andato a lamentarsi dal sindaco (medici, pazienti, legali, atei?) e se c'era già da un po', non vedo la necessità di toglierlo.
Non è che uno che vuole abortire vede il cartellone e non ci va più...
Rispetto invece molto i ginecologi che per un loro codice etico e una loro morale cristiana decidono di non procedere con l'intervento di aborto.
Lette le motivazioni del sindaco, penso che abbia compiuto un gesto equilibrato, ma per completezza bisognerebbe capire dove sarebbe lecito esporlo?
Il cartellone c'era da un po'. Era esposto rispettando le regole, sicuramente qualcuno si è lamentato direttamente con la giunta, io non ci farei un grande scoop, ma oggi se si accontenta qualcuno, si scontenta qualcun'altro e poi si entra in polemica (talvolta comprensibile) come per le parole del cantante di "tantarobba" festival che invitano alla violenza sulle donne.
È una società alla deriva ed è difficile muoversi senza creare malcontento.



