RIVOLTA D'ADDA IL PD ed il gruppo di minoranza: il sindaco si dimetta !
RIVOLTA D'ADDA IL PARTITO DEMOCRATICO RIVOLTANO CHIEDE NUOVAMENTE LE DIMISSIONI
IMMEDIATE DEL SINDACO GIOVANNI SGROI
Il Partito Democratico Rivoltano chiede le dimissioni immediate del Sindaco Giovanni Sgroi.
Il Partito Democratico di Rivolta d’Adda condivide pienamente quanto espresso nell’ultimo comunicato della minoranza consiliare Rivoltiamo.
Le recenti notizie apparse sulla stampa locale e nazionale, che riportano una “spontanea parziale ammissione”
1 da parte del sindaco Giovanni Sgroi in merito al caso che lo coinvolge, rendono ormai improcrastinabili le sue dimissioni.
La misura è colma. Il sindaco deve lasciare il suo incarico immediatamente.
Il rapporto fiduciario tra il primo cittadino e la comunità rivoltana è, nei fatti, definitivamente compromesso.
È necessario restituire dignità a Rivolta d’Adda e alla sua cittadinanza.
Per questo motivo, ribadiamo con forza la richiesta di nuove e anticipate elezioni, affinché le cittadine e i cittadini di Rivolta possano tornare a esprimere liberamente la propria volontà democratica.
Abbiamo ormai superato ogni limite di decenza istituzionale. Se il sindaco non rassegnerà le dimissioni, sarà compito della maggioranza assumersi la responsabilità politica di questa crisi e restituire dignità al paese dimettendosi in blocco, accogliendo l’appello lanciato da
Rivoltiamo e aprendo la strada a nuove elezioni.
A nome del circolo del Partito Democratico di Rivolta d’Adda
il Segretario,
Daniele Cantarini
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Ammissioni di parziale colpevolezza riportata dalla stampa: Sgroi si dimetta e la sua maggioranza prenda immediatamente le distanze
Il 23 maggio diventa pubblica la notizia dell’arresto di Giovanni Sgroi.
Come consiglieri di minoranza, a partire dai giorni immediatamente seguenti, abbiamo cercato un’interlocuzione con alcuni componenti
della maggioranza consiliare per capire se fossero disposti a presentare congiuntamente una mozione di sfiducia al Sindaco o a dimettersi insieme a noi al fine di fare cadere il Consiglio.
Ogni tentativo è stato infruttuoso, nonostante avessimo riposto fiducia nel loro senso di responsabilità, valore a cui diamo un
significato evidentemente opposto.
Un mese dopo l’arresto, in occasione del primo Consiglio Comunale, abbiamo deciso di avviare questa interlocuzione pubblicamente, facendo un nuovo appello alle dimissioni di almeno metà dei consiglieri comunali (serve che ci si dimetta almeno in sette, e la minoranza è formata solo da quattro persone).
Il nostro richiamo è caduto nel vuoto, a nulla è valso dire chiaramente e pubblicamente ciò che pensiamo, ovvero che chi siede oggi in maggioranza, a qualsiasi titolo, perde ogni credibilità se non si discosta pubblicamente dalla figura politica di Giovanni Sgroi e non contribuisce, dimettendosi, a ridare dignità al concetto della rappresentanza pubblica per il paese di Rivolta d’Adda.
Sono trascorsi ora due mesi, una settimana dopo l’incidente probatorio, apprendiamo dai giornali le parole del legale di Sgroi, il quale riferisce di “chiarimenti sulla vicenda con un atteggiamento di dolorosa consapevolezza nella rivisitazione corretta degli eventi”.
Leggiamo inoltre titoli che indicano le “prime ammissioni sugli abusi alle pazienti” da parte di Sgroi (Corriere della Sera, bergamo.corriere.it,
25/07/2025).
Chiediamo le immediate dimissioni di Sgroi, dimissioni che sarebbero dovute arrivare subito e che ora sono imprescindibili. Chiediamo urgentemente che la maggioranza consiliare si discosti politicamente, ora che sulla stampa i titoli indicano le “prime ammissioni sugli abusi alle pazienti” da parte di Sgroi (Corriere della Sera, bergamo.corriere.it, 25/07/2025).
Se già stridevano le parole di vicinanza a Sgroi della Vicesindaca Patrini nei giorni immediatamente successivi all’arresto, ancor più oggi con la cronaca che riferisce di “prime ammissioni sugli abusi”, il silenzio dell’intera maggioranza risulta del tutto inaccettabile per il rispetto dell’istituzione del Comune di Rivolta d’Adda. Nessuno e nessuna delle persone che siedono in consiglio in maggioranza si senta escluso dall’appello. Ribadiamo la nostra volontà di contribuire a cambiare la situazione dimettendoci, pur sapendo che l’arrivo di un commissario non sarà un bene per il paese ma anche consci che si tratta di arrivare alle elezioni della primavera del 2026.
Chiediamo, infine, alla società civile di Rivolta d’Adda che in questi mesi ha parlato sempre e solo nel privato, di emergere e fare sentire pubblicamente e senza timore la propria voce.
Il gruppo di minoranza Rivoltiamo,
Elisabetta Nava
Marta Andreola
Francesca Mapelli
Andrea Vergani



