Lunedì, 29 giugno 2026 - ore 23.03

Ruotolo (PD): governo ignora regole su libertà di stampa

Così in una nota Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Partito Democratico

| Scritto da Redazione
Ruotolo (PD): governo ignora regole su libertà di stampa

Ruotolo (PD): governo ignora regole su libertà di stampa



"Il nuovo Media Pluralism Monitor conferma una realtà che denunciamo da tempo: l’Italia resta un Paese a rischio medio-alto per il pluralismo dell’informazione e non compie alcun passo avanti, mentre l’Europa rafforza le tutele per la libertà dei media. È una bocciatura che pesa e che chiama direttamente in causa le responsabilità del Governo Meloni".

Così in una nota Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Partito Democratico. "Il punto più grave riguarda il servizio pubblico. Il report dice chiaramente che la governance della Rai non è stata modificata ed è in contrasto con i principi dell’European Media Freedom Act.

Non solo: il blocco della nomina del presidente della Rai e la paralisi della Commissione parlamentare di Vigilanza - sottolinea l'eurodeputato dem - dimostrano che il controllo politico sul servizio pubblico non è stato superato. E la proposta della maggioranza non risolverebbe il problema, perché non garantirebbe una reale indipendenza della Rai dal governo e dai partiti. Cambiare qualche meccanismo senza sottrarre il servizio pubblico alla presa della politica significa restare fuori dallo spirito e dagli obiettivi della normativa europea.

L’Italia - aggiunge - è in ritardo da quasi un anno. Dall’8 agosto 2025 le principali disposizioni dell’European Media Freedom Act sono applicabili in tutta l’Unione europea. Il Governo avrebbe già dovuto adeguare il sistema italiano, garantendo procedure trasparenti, indipendenti e non discriminatorie per la nomina dei vertici del servizio pubblico. Invece siamo ancora fermi. L’Europa chiede un servizio pubblico indipendente, capace di offrire informazione plurale e imparziale. Il governo Meloni continua a difendere un modello fondato sull’occupazione politica della Rai. Ma il problema - sottolinea Ruotolo - è ancora più ampio.

Il report richiama la persistente debolezza della tutela dei giornalisti, il mancato contrasto efficace alle querele temerarie, la precarietà crescente del lavoro giornalistico e il rischio di autocensura che colpisce soprattutto freelance e piccole testate. Restano inoltre forti preoccupazioni dopo il caso Paragon, che ha riaperto il tema dell’uso di spyware e tecnologie di sorveglianza contro giornalisti e attivisti, senza sufficienti garanzie di trasparenza, controllo e responsabilità. A tutto questo si aggiunge la concentrazione del sistema dell’informazione nelle mani di pochi grandi gruppi e la trasformazione dell’ecosistema digitale.

Oggi una parte crescente del dibattito pubblico passa attraverso piattaforme private e algoritmi che decidono cosa vediamo, cosa leggiamo e cosa diventa visibile. È un potere enorme che richiede trasparenza, responsabilità e regole democratiche. Non possiamo sostituire il pluralismo dell’informazione con il monopolio degli algoritmi. Non è una questione che riguarda soltanto i giornalisti - evidenzia - ma riguarda il diritto dei cittadini a essere informati in modo libero, indipendente e pluralista.

Senza un’informazione libera non c’è controllo del potere. Senza controllo del potere la democrazia si indebolisce. Per questo il governo deve smettere di rinviare le riforme, applicare integralmente l’European Media Freedom Act, approvare una vera legge contro le querele bavaglio, garantire la piena tutela delle fonti giornalistiche e restituire finalmente autonomia e indipendenza al servizio pubblico. L’Europa - conclude - ha indicato la strada e l’Italia non può continuare a restare indietro".

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