Domenica, 16 gennaio 2022 - ore 22.42

Saggi di cosa e per che cosa ? | S.Gerelli

| Scritto da Redazione
Saggi di cosa e per che cosa ? | S.Gerelli

Egregio direttore voglio esprimere attraverso il suo giornale alcune considerazioni in merito alla scelta effettuata in questi giorni dal Presidente della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica ha nominato 10 saggi per rimettere in carreggiata il nostro paese.
Ma non abbiamo appena votato? Non abbiamo appena eletto un nuovo parlamento?Il governo Monti non si era dimesso e di conseguenza abbiamo votato?
Non viviamo in un paese normale, in tutta europa  hanno votato , non hanno avuto bisogno di governi tecnici, mentre noi abbiamo non solo avuto il governo tecnico, ma ci stiamo accorgendo che MONTI   non è stata la medicina per l’Italia, anzi a volte è stato un improvvisatore e il conto più salato delle sue scelte lo hanno pagato e lo stanno pagando le fasce più deboli della società.
Vi sono state forze politiche che  a tempo debito avevano gia intravisto e criticato l’operato di questo governo, ma come sempre guai a contrastare il manovratore, altrimenti non sei catalogato tra le forze politiche responsabili.
Ebbene la lezione non ci è servita, oggi abbiamo i saggi, queste 10 personalità (  vedere bene i nomi, sono quasi sempre gli stessi) dovrebbero scrivere un programma per uscire da questa stasi politica del parlamento, ma come fanno se essi rappresentano la continuità con quello che è avvenuto negli ultimi 20 anni.
Abbiamo il parlamento più giovane di sempre, abbiamo il parlamento con un numero di donne mai visto in precedenza, e di conseguenza non mettiamo nessuna donna tra i saggi, e nessun giovane, e nessuno della cosiddetta sbandierata società civile, ma soprattutto nessuno del mondo del lavoro, dimostrando che quello che conta sempre di più è la finanza.
In un paese normale  il candidato che avesse ottenuto il maggior numero di voti ( vi ricordate il facile slogan di alcuni politici nelle passate elezioni, SI PUO vincere anche per un solo voto) avrebbe presentato in parlamento il suo programma e lo avrebbe messo ai voti, di fronte a questo voto ognuno avrebbe preso la sua responsabilità ,da noi non si può ,ci si riempie sempre la bocca della centralità che deve avere il parlamento, voglio ricordare che questa intenzione era anche alla base della nascita del governo Monti, abbiamo potuto notare  quale centralità ha avuto il parlamento, nessuna ,se teniamo conto delle quasi 60 fiducie che il governo Monti ha richiesto e ottenuto in un anno e pochi mesi di attività.
Da noi si fa una campagna elettorale dove invece di vincere si pensa  di pareggiare per consentire altri sviluppi politici,  se questo non è possibile si pensa ai saggi, ai cosiddetti saggi, l’importanza che la scelta  di questi saggi sia fatta con il bilancino, non tanto la qualità ma la rappresentanza politica è quella che conta.
Diventeremo mai un paese normale?

Gerelli Sante
Sinistra ecologia e libertà
Gussola

Gussola 1 aprile 2013

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