Sabato, 25 settembre 2021 - ore 05.06

Saltano i negoziati ad Addis Abeba

| Scritto da Redazione
Saltano i negoziati ad Addis Abeba

Con l’escalation del conflitto sono saltati i negoziati ad Addis Abeba, a cui stavano partecipando i rappresentati dei due governi nel tentativo di trovare un accordo sulle questioni rimaste in sospeso dopo l’indipendenza del Sud Sudan, con la mediazione dell’Unione Africana. I primi scontri tra i due eserciti verificatesi a fine marzo avevano già fatto saltare la visita a Juba del presidente sudanese Omar El-Bashir prevista per i primi di aprile. L’incontro tra i presidenti dei due paesi avrebbe dovuto portare alla firma definitiva dell’intesa sulla cittadinanza raggiunta il 14 marzo scorso da Pagan Amum, capo delegazione sudsudanese ai negoziati e dalla sua controparte sudanese, Idriss Abdel Qadir. Secondo questo primo accordo i governi dei due paesi si impegnavano a rispettare e garantire il diritto di residenza, la libertà di movimento, la libertà di intraprendere attività economiche e di disporre di beni di proprietà dei cittadini a coloro che, dopo l’indipendenza del Sud Sudan, si trovano ancora in Sudan pur avendo origini nelle regioni meridionali del paese e che ora appartengono al nuovo stato, e viceversa [vedi Newsletter 94 di marzo 2012].

Nuove  condizioni per la ripresa dei negoziati. Il presidente sudanese Omar El-Bashir in un incontro con il ministro degli esteri egiziano Mohamed Amru Kamil in visita a Khartoum, ha dichiarato che il suo governo non è disposto a riprendere i negoziati con Juba se il governo del Sud Sudan non ritirerà le truppe da Heglig. Qualche giorno prima, il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, aveva escluso qualsiasi possibilità di ritirare le proprie truppe nonostante le pressioni da parte della comunità internazionale di Unione Africana, Onu e governo statunitense che per primi avevano invitato il governo di Juba a fare marcia indietro per evitare il ritorno alla guerra con Khartoum. Salva Kiir aveva risposto puntualizzando che la comunità internazionale non aveva fatto le medesime richieste al governo sudanese dopo l’occupazione militare di Abyei a maggio dello scorso anno. Successivamente,  le autorità sudsudanesi e lo stesso Salva Kiir hanno precisato che il ritiro delle truppe può avvenire solo a patto che si rispettino alcune condizioni, tra cui il dispiegamento di truppe ONU e la firma di per un immediato cessate il fuoco.

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