Domenica, 13 giugno 2021 - ore 14.17

Scuola Ci hanno costretto alla didattica a distanza, ma perché? |Coord.Studenti Crema

Non c’erano altre soluzioni? La risposta è no. Le soluzioni c’erano ma in 6 mesi il governo non ha fatto altro che promettere scuole sicure, ma senza andare oltre i banchi a rotelle (arrivati a scuola chiusa), mascherine e gel disinfettante.

| Scritto da Redazione
Scuola Ci hanno costretto alla didattica a distanza, ma perché?  |Coord.Studenti Crema

Scuola Ci hanno costretto alla didattica a distanza, ma perché? Era necessario? |Coordinamento Studenti Crema

Non c’erano altre soluzioni? La risposta è no. Le soluzioni c’erano ma in 6 mesi il governo non ha fatto altro che promettere scuole sicure, ma senza andare oltre i banchi a rotelle (arrivati a scuola chiusa), mascherine e gel disinfettante.

Le cose da fare erano ovvie: diminuire il numero di studenti per classe(come sempre sovraffollate), investire nell’edilizia scolastica, si sarebbero potuti utilizzare anche edifici aldifuori della scuola e fare le 200mila assunzioni necessarie. Come abbiamo potuto vedere così non è stato.

Ci hanno mandato nelle scuole sapendo che la situazione non avrebbe retto, trattandoci come carne da macello e ora ci troviamo inevitabilmente con la DAD, spacciata come la soluzione, quando il 33% degli studenti non ha un computer, il 41,9% vive in un’abitazione sovraffollata senza spazi adeguati; quando solo l’11% delle scuole lombarde dispone della banda larga.

Ciò ha creato inevitabilmente studenti di serie A che possono seguire le lezioni adeguatamente, e studenti di serie B che non possono e vengono lasciati indietro.

In sostanza la didattica a distanza non garantisce il diritto allo studio. Quindi quale la soluzione? Semplice, basta che il governo mantenga le promesse che aveva fatto: dicevano che avrebbero garantito la distanza di sicurezza, allora lo facciano; dicevano che avrebbero diminuito il numero di studenti per classe, allora lo facciano; dicevano che se ci fosse stato bisogno si sarebbero utilizzati edifici esterni dalla scuola, allora lo facciano.

Ma tutto ciò è impossibile senza investire nella scuola. Vogliamo studiare in presenza e lo vogliamo in sicurezza.

Per questo anche a Crema abbiamo fondato un comitato del coordinamento studentesco ALT! (alziamo la testa) e assieme a tanti studenti in tutta Italia ci batteremo perché a tutti sia garantito il diritto allo studio.

COMITATO ALT CREMA

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