Lunedì, 03 ottobre 2022 - ore 08.11

SHALE: GLI USA PRONTI ALLA RIVOLUZIONE ENERGETICA

| Scritto da Redazione
SHALE: GLI USA PRONTI ALLA RIVOLUZIONE ENERGETICA

MENTRE L'ITALIA CONTINUA A NEGARE
Secondo l'autorevole WSJ, il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti d'America è pronto ad avallare l'avvio dell'esportazione di gas nel Mondo. Gli apprezzamenti di India, Giappone, Gran Bretagna e Spagna al rafforzamento della potenza statunitense nel mercato dell'energia mondiale.
FILADELFIA-In Italia la negano, ma nel mondo che conta la predominanza degli Stati Uniti d'America nel settore energetico è una tematica all'ordine del giorno. Nella giornata di martedì, 7 Maggio, il Congresso USA ha avviato la discussione sull'impatto geopolitico provocato dall'incremento della produzione di gas da parte degli Stati Uniti d'America.
Come riportato dal Wall Street Journal, l'avvio dello sfruttamento del gas Shale, possibile grazie a sofisticate tecniche di fracking adoperate solo in Nordamerica, ha comportato una sovrabbondanza di produzione di oro blu, in un Paese inserito fino a pochi anni tra i principali importatori.
Come riporta sempre l'autorevole testata, gli USA possiedono una quantità di gas talmente alta da consentire di mantenere bassi i costi di sfruttamento e, di conseguenza, di vincere la concorrenza di altri esportatori -come Russia e Qatar- in Asia ed in Europa.
La serietà della questione è testimoniata dall'attento esame che il Dipartimento dell'Energia USA sta prestando sui 20 progetti di esportazione di gas Shale liquefatto in Paesi che non hanno un Accordo di Libero Scambio con gli Stati Uniti d'America.
Ad oggi, gli USA hanno già firmato accordi in materia con Corea del Sud, Singapore, Spagna, Gran Bretagna ed India. Proprio l'Ambasciatore indiano a Washington ha richiesto con forza un incremento delle esportazioni di gas da parte degli USA, per consentire alle potenze emergenti asiatiche di avvalersi di energia meno inquinante di greggio e carbone.
Riconoscimento del ruolo degli USA come protagonista nella politica energetica è stato esposto anche dal Giappone, il cui Ministro dell'Economia, Toshimitsu Motegi, ha illustrato come necessaria per la sicurezza energetica globale la presenza degli Stati Uniti tra i principali Paesi esportatori di gas nel Mondo.
Una mano alla NATO e all'Europa
Il Wall Street Journal, che da per probabile il via libera definitivo ai progetti da parte del Dipartimento dell'Energia a breve, ha sottolineato come gli USA abbiano ora la possibilità di contribuire anche alla diversificazione delle forniture di gas dell'Unione Europea.
L'esportazione dello Shale liquefatto statunitense su cui, oltre alla Gran Bretagna e alla Spagna ha prestato attenzione anche la Germania, può infatti servire ad aiutare l'UE a diminuire la dipendenza dalle forniture di gas della Russia, che ad oggi coprono il 40% circa del fabbisogno continentale complessivo dell'Unione.
Il disegno di soccorso all'Unione Europea ha riscosso un sostegno bipartisan. Il Rappresentante democratico Tim Ryan ha evidenziato come l'incremento delle esportazioni permetta agli USA di rafforzare la sua posizione economica nel mondo.
Il Senatore repubblicano Richard Lugar, oggi non più in carica, nel 2012 ha presentato una proposta per liberalizzare l'esportazione di gas ai Paesi della NATO ed al Giappone.
Se realizzato, il disegno permetterà ai Paesi dell'Alleanza Atlantica di rafforzare la loro sicurezza nazionale e, agli USA, di rafforzare la democrazia nel Mondo, e soppiantare regimi autocratici, come la Russia, con la medesima arma di cui essi si servono per soffocare la libertà in Europa e nel Mondo: il gas.

Matteo Cazzulani
Freelance Journalist
m.cazzulani@gazeta.pl
http://matteocazzulani.wordpress.com
http://matteocazzulaniinternational.wordpress.com

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