Martedì, 21 aprile 2026 - ore 14.29

Smog, denunciata la Regione Lombardia: “Anni di ritardi e misure inefficaci,

Così è stata compromessa la salute dei cittadini

| Scritto da Redazione
Smog, denunciata la Regione Lombardia: “Anni di ritardi e misure inefficaci,

Smog, denunciata la Regione Lombardia: “Anni di ritardi e misure inefficaci, così è stata compromessa la salute dei cittadini”

Milano, 21/04/2026 — Anni di ritardi, misure giudicate insufficienti e un’esposizione prolungata dei cittadini a livelli di inquinamento oltre i limiti di legge. È questo il quadro che emerge dall’azione legale promossa da Cittadini per l’Aria, che ha denunciato la Regione Lombardia per non aver garantito una tutela adeguata della qualità dell’aria e, di conseguenza, della salute pubblica.

L’esposto, depositato alla Procura di Milano il 24 settembre 2025, e la memoria integrativa del 1° aprile 2026, ricostruiscono nel dettaglio un sistema che non è stato in grado di intervenire in modo efficace sulle principali fonti di inquinamento, a partire dal traffico stradale, indicato da anni come il principale responsabile delle emissioni di biossido di azoto. 

Secondo gli atti acquisiti dalla Commissione europea e depositati nell’ambito del procedimento, le misure adottate dalla Regione - che ha una specifica posizione di garanzia in materia - sarebbero state non solo tardive, ma anche poco ambiziose: limitazioni al traffico parziali, applicate solo per alcuni mesi e rivolte a veicoli ormai superati; interventi sul riscaldamento domestico entrati in vigore con anni di ritardo; azioni nel settore agricolo lasciate in gran parte su base volontaria. 

Nel frattempo, nel 2025 appena trascorso, in molte stazioni lombarde i livelli di inquinamento permangono fuori legge - o spesso appena sotto soglia - per diversi inquinanti come il biossido di azoto (Cinisello Balsamo), ben 16 anni dopo l’entrata in vigore del limite; per il PM10, con un massiccio (17 stazioni) superamento dei limiti giornalieri ben oltre 20 anni dopo la loro attivazione; per il PM 2.5 (Soresina) e anche per l’ozono, che presenta diffusi superamenti di tutte le soglie, comprese quelle di allarme. I dati indicano inoltre un massiccio superamento dei limiti indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a tutela della salute umana: superamenti che, pur non essendo ancora inseriti nella normativa vigente, rappresentano la vera cartina di tornasole del danno a carico della popolazione stando alle più recenti evidenze scientifiche, e dunque danno il polso della reale urgenza dell'azione. 

Uno dei punti chiave dell’esposto riguarda “il ritardo strutturale delle politiche regionali”: secondo la documentazione europea, gli effetti delle misure previste dalla Regione sarebbero stati attesi solo nel 2025, cioè fino a vent’anni dopo l’introduzione degli obblighi normativi. Un arco temporale ritenuto incompatibile con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento “nel più breve tempo possibile”. Per l’associazione, si tratta di una responsabilità che va oltre il piano amministrativo. L’inquinamento atmosferico — si legge nell’esposto — è associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie, tumori e riduzione dell’aspettativa di vita, con effetti particolarmente gravi su bambini e soggetti fragili. 

«Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma a un problema noto da decenni — dichiara Gloria Pellone, coordinatrice di Cittadini per l’Aria. Le istituzioni avevano dati, strumenti e indicazioni precise su cosa fare. Eppure, le azioni sono state rinviate, tardive o incomplete. Nel frattempo milioni di cittadini hanno continuato a respirare aria inquinata, ad ammalarsi e morire».

«La Commissione europea ha messo nero su bianco criticità molto gravi — aggiunge Pellone —: misure insufficienti sui trasporti, ritardi negli interventi più incisivi, piani poco efficaci. Non è accettabile che si arrivi a prevedere risultati solo dopo 15 o 20 anni, quando la legge impone interventi tempestivi ed efficaci. Questo significa non aver protetto adeguatamente la salute pubblica».

La vicenda si inserisce in un contesto già segnato dalle condanne della Corte di Giustizia dell’Unione europea - condanne del 2012, 2020 e del 2022 - per il superamento dei limiti di PM10 e biossido di azoto, che hanno riguardato anche la Lombardia. 

“La rilevanza penale della vicenda – afferma l’avv. Marino Careglio, che assiste Cittadini per l’Aria in questa iniziativa legale – appare configurabile alla luce dei reati ambientali introdotti nell’ordinamento nel 2015, tra cui il reato di inquinamento ambientale colposo, il quale prevede una specifica tutela giuridica penale anche della qualità dell’aria”.

Per Cittadini per l’Aria, l’azione legale mira a fare chiarezza su responsabilità e omissioni: «Non si tratta solo di accertare cosa non ha funzionato — conclude Pellone — ma di evitare che questo schema si ripeta. La qualità dell’aria è una questione sanitaria, non solo ambientale. E non può essere considerata rinviabile o dilazionabile».

Cittadini per l’Aria è un’associazione no profit fondata a Milano nel 2015. Difende il diritto di ogni persona a respirare aria pulita attraverso la ricerca scientifica partecipata, l’advocacy istituzionale e l’attivismo legale. In Italia l’inquinamento atmosferico causa ogni anno decine di migliaia di morti premature — un’emergenza sanitaria e ambientale che non può essere ignorata. Cittadini per l’Aria costruisce reti tra cittadini, associazioni, amministrazioni pubbliche e imprese; monitora i livelli di inquinamento con campagne di citizen science; e si batte nelle aule di giustizia perché respirare aria salubre sia riconosciuto come un diritto esigibile.

www.cittadiniperlaria.org

Ufficio Stampa

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