Lunedì, 19 novembre 2018 - ore 03.34

Soresina Lo Street Food ha ravvivato la nostra città di Lorenzo Urbini (Soresina)

Soresina purtroppo è spesso sentita da noi giovani come una città priva di iniziativa, con ben pochi momenti di ritrovo durante l’anno e talvolta ripetitivi.

| Scritto da Redazione
Soresina Lo Street Food  ha ravvivato la nostra città di Lorenzo Urbini (Soresina)

Gentile direttore, a seguito dello ‘s candalo’ espresso in data 3 giugno 2017 da un non meglio definito gruppo di cittadini soresinesi in merito a fiumi di alcol versati nello scorso Street Food, le chiedo cordialmente di darmi la possibilità di replicare invece di un’altra parte dei cittadini, quelli che hanno apprezzato la manifestazione come momento di felice festa e sereno relax.

Questa triste idea è stata scossa dalla ripresa del Palio dei Rioni, un appuntamento, da tre anni ad oggi annuale, che ha spinto alcuni dei giovani a proporre ancora nuove iniziative che richiamassero in piazza parte di quella folla immensa. Lo Street Food è appunto, una di quelle. Il gruppo di anonimi suddetto denuncia una somministrazione incontrollata di cocktail, un’aspersione alcolica dalle proporzioni catastrofiche, premiale alla distruzione della salute pubblica. Concordando sul fatto che il venditore sia tenuto a controllare l’età dell’acquirente, il riferimento all’assunzione di queste bevande da parte di ‘giov ani’ (forse con allusione a ‘minor i’)mi porta a chiedere: pretendete forse che il somministratore annoti volta per volta il numero di drink assunti da ogni singolo cliente in modo da poter evitare gli eccessi? O forse che la possibilità di acquistare alcolici equivalga all’obbligo ad acquistarli? Certamente non è così. Ognuno può scegliere quanto bere, può scegliere se bere. Si deve quindi chiarire che la disponibilità di alcolici non ne incentivi l’acquisto più di quanto lo faccia una mancata educazione al buonsenso nel contesto familiare. Il ‘valore umano’ dello Street Food infatti, come di ogni altra manifestazione organizzata in piazza, è riunire concittadini e magari (perché no?) scambiare due parole; la presenza di alcol è marginale.

Propugnare valori etici sullo stimolo di dicerie irrilevanti o di una morale austera è sostanzialmente tanto inutile quanto insignificante in questo contesto. La riflessione etica infatti è sempre buona cosa, ma non ha necessariamente senso attuarla.

Insomma, se l’amarezza che l’Amministrazione comunale vi ha lasciato in bocca vi porta a cercare la pagliuzza nell’occhio quando le travi del mondo sono ben altre, il rimedio migliore sempre e comunque un po’ di acqua e limone...

Lorenzo Urbini ( Soresina)

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