Venerdì, 21 giugno 2024 - ore 09.17

Stupra la moglie e cerca di strangolare il figlio per i soldi per le slot

La donna è riuscita a scappare di casa con una scusa ed è andata al Policlinico in compagnia del figlio

| Scritto da Redazione
Stupra la moglie e cerca di strangolare il figlio per i soldi per le slot

Da 2 anni picchiava la moglie quasi quotidianamente. Pretendeva da lei i soldi per le sigarette e per il gioco. Una terribile abitudine che negli ultimi giorni ha avuto un picco terribile: lunedì, l'uomo, oltre a massacrare la donna di botte, l'ha legata con del nastro isolante e dei legaci di lenzuolo e l'ha violentata brutalmente. Durante lo stupro, ha minacciato di impiccarla al ventilatore della stanza.

Solo allora, la donna è riuscita a scappare di casa con una scusa ed è andata al Policlinico in compagnia del figlio per farsi medicare. Il personale sanitario, dopo aver trasferito la vittima alla Clinica Mangiagalli per le cure e le verifiche del caso, ha segnalato gli abusi alla polizia e gli agenti del Commissariato Monforte hanno arrestato il marito.

Teatro della vicenda è un 'appartamento in una zona semicentrale di Milano. L'uomo, un cittadino cinese di cinquant'anni, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. Stando al racconto della moglie, una connazionale quarantasettenne, era da circa dieci anni che il marito aspettava che il figlio uscisse di casa per picchiarla e portarle i via i soldi che lui - un ludopatico disoccupato - perdeva puntualmente giocando d'azzardo.

Nell'ultimo tempo però la situazione era degenerata ulteriormente. Il cinquantenne aveva perfino provato a strozzare il figlio di sedici anni che aveva osato difendere la madre da una delle sue aggressioni. Il ragazzo si era fatto medicare nella clinica De Marchi ma aveva nascosto la dinamica dell'episodio per paura. Tra lui e il padre non vi era alcun tipo di rapporto e l'adolescente - al quale i medici hanno diagnosticato alcuni problemi di natura psicologica - si era chiuso in sé stesso.

La donna, titolare di una bottega data in affitto e cameriera in un ristorante cinese, in passato era arrivata a vendere un'altra sua proprietà e a chiedere un finanziamento di ottomila euro in banca per mantenere i vizi del compagno. L'uomo, con precedenti penali per estorsione, si era 'sparato' i soldi in tre giorni mentre lei, succube del compagno, sta ancora estinguendo il debito ma finalmente può tornare a 'respirare'. Il fermo per violenza sessuale e maltrattamenti è stato confermato dall'autorità giudiziaria mercoledì mattina.

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