Giovedì, 22 agosto 2019 - ore 07.52

Sudan, Amnesty International chiede di allontanare i militari dalle strade

Negli ultimi tre giorni sono state arrestate centinaia di persone, di cui si sono poi perse le tracce. Tra queste figura Yassir Saeed Arman, leader dell'opposizione e vicepresidente del Movimento popolare di liberazione del Sudan - Nord.

| Scritto da Redazione
Sudan, Amnesty International chiede di allontanare i militari dalle strade

Dopo l'orribile strage di oltre 100 manifestanti pacifici nel giro di tre giorni e la conseguente sospensione del Sudan dall'Unione africana, il segretario generale di Amnesty International Kumi Naidoo ha rilasciato questa dichiarazione:

"Il Consiglio militare transitorio deve ritirare immediatamente tutti i membri delle Forze di supporto rapido dalle strade, soprattutto della capitale Khartoum, esonerarli da ruoli di controllo dell'ordine pubblico e confinarli nelle caserme. Negli ultimi tre giorni abbiamo assistito a qualcosa di barbaro. La folle uccisione di manifestanti dev'essere fermata immediatamente e i responsabili del bagno di sangue, compresi gli alti livelli della catena di comando, devono essere chiamati pienamente a rispondere del loro orribile operato".

Amnesty International continua a chiedere l'immediato sblocco di Internet e dei social media per consentire alla popolazione sudanese di ricevere informazioni ed esercitare il diritto alla libertà di espressione.

Ulteriori informazioni

Dal 3 giugno le Forze di supporto rapido hanno attaccato i manifestanti con proiettili veri, gas lacrimogeni, manganelli e scudisci in tutto il Sudan.

Secondo fonti mediche, i morti sono finora oltre 100 e centinaia i feriti. Le forze di sicurezza hanno tentato di occultare le loro azioni gettando i cadaveri - appesantiti da mattoni - nel fiume Nilo. Ciò nonostante, almeno 40 corpi sono affiorati alla superficie.

Negli ultimi tre giorni sono state arrestate centinaia di persone, di cui si sono poi perse le tracce. Tra queste figura Yassir Saeed Arman, leader dell'opposizione e vicepresidente del Movimento popolare di liberazione del Sudan - Nord, che prese parte ai negoziati che nel 2005 posero fine alla guerra tra nord e sud del Sudan. Nei suoi confronti pende una condanna a morte. Amnesty International sollecita il suo rilascio immediato e incondizionato.

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