Venerdì, 12 agosto 2022 - ore 14.26

Swoboda e D'Alema: il PSE a Bruxelles prende posizione su Ucraina e Russia

Nel corso della Renaissance Conference, Il Presidente del Gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei sottolinea la necessità di una nuova politica di vicinato per l'Europa Orientale. L'ex-Premier italiano invita l'Unione Europea ad una posizione più risoluta in sostegno dei valori UE nei confronti del Presidente russo Putin

| Scritto da Redazione
Swoboda e D'Alema: il PSE a Bruxelles prende posizione su Ucraina e Russia

Bruxelles - Una nuova politica di vicinato con i Paesi dell'Europa Orientale per tenere alti i valori fondanti dell'Europa -Democrazia, Libertà e Diritti Umani- senza però rinunciare fino all'ultimo ad un dialogo con la Russia. Questa è la linea emersa venerdì, 3 Aprile, dalla tavola rotonda "Disordine nel vicinato: l'Ucraina, l'UE e il problema russo", a Bruxelles, durante la Renaissance Conference del Partito Socialista Europeo. Come evidenziato dal Capogruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Hannes Swoboda, l'Unione Europea necessita di una nuova tattica politica per garantire il diritto all'esistenza di popoli europei come ucraini, moldavi e georgiani, che si trovano oggi a fronteggiare la politica di forza della Russia di Putin. Swoboda, dopo avere illustrato come l'Europa debba attivarsi per lo sviluppo di una società civile in Ucraina, ha sottolineato come l'UE debba al più presto provvedere a diversificare le forniture di gas per decrementare la dipendenza dalla Russia e, così, limitare le possibilità che Putin si avvalga dell'energia come mezzo di pressione geopolitica. In particolare, Swoboda ha lamentato la mancata realizzazione del gasdotto Nabucco: un progetto , sostenuto dalla Commissione Europea, concepito per veicolare gas dall'Azerbaijan in Austria attraverso Turchia, Romania ed Ungheria, che il Presidente del Gruppo S&D ha ritenuto fondamentale per la diversificazione energetica dell'UE. Infine, per quanto riguarda l'Ucraina, Swoboda ha sottolineato come la proposta di federalizzazione dello Stato ucraino possa portare ad un inasprimento della tensione tra Mosca e Kyiv destinato a nuocere a russi, ucraini e agli stessi europei. Risoluta è stata anche la posizione espressa dall'ex-Premier italiano Massimo D'Alema, che ha sottolineato come sia necessario che  l'Europa risponda alla Russia per evitare che la Federazione Russa diventi il catalizzatore geopolitico dei Paesi che esprimono un chiaro sentimento anti-occidentale. D'Alema, che ha invitato l'Europa a difendere in maniera risoluta i diritti su cui è stata fondata -democrazia, diritti umani e libertà- per mantenere la credibilità internazionale, ha anche invitato l'UE a sollevare la questione della Cecenia, dove i russi hanno sterminato donne, bambini e uomini in piena infrazione del diritto internazionale. L'ex-Premier ha poi evidenziato come la vicenda della Crimea non possa essere paragonata a quella del Kosovo: mentre l'occupazione della penisola ucraina ha portato all'annessione nella Russia di una Regione di un Paese sovrano, l'intervento della NATO nel Paese dei Balcani è stato necessario per porre fine alla violazione dei Diritti Umani sugli albanesi e per garantire l'indipendenza di Pristina dalla Serbia di Milosevic. Sull'energia, D'Alema ha infine proposto che l'Europa impieghi risorse per garantire l'ibtegrazione dei sistemi infrastrutturali energetici dei Paesi UE e, così, diminuire la dipendenza dell'Europa dalle forniture della Russia del 20%.

L'Ucraina ha bisogno anche dell'Europa .La posizione degli esponenti del PSE sull'Ucraina, già resa nota peraltro dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, durante la sua missione a Kyiv in sostegno della protesta democratica ucraina -ed anche dalle prese di posizione pubbliche di altri esponenti PD in ambito europeo, come Patrizia Toia ed altri- è basata sulla considerazione che l'annessione della Crimea da parte di Putin ha cambiato i paradigmi della politica internazionale. Oggi, i rapporti di forza sono regolati dal riarmo militare e non più da accordi commerciali e politici. Come ho sottolineato nel mio intervento, l'UE ha perso un'occasione per prendere l'iniziativa nella questione ucraina con una voce sola, ma ha lasciato che la situazione del nostro continente -che comprende sia l'Ucraina che l'UE- sia regolata solo da colloqui bilaterali tra Stati Uniti d'America e Russia. Insieme agli USA, è necessario che l'UE garantisca in Ucraina, e nel resto dell'Europa Orientale, pace, Democrazia, Diritti Umani e progresso, insieme al diritto di esistere di ucraini, moldavi, georgiani e bielorussi: popoli che per ragioni storiche, culturali e linguistiche appartengono a pieno diritto alla grande famiglia europea.

Matteo Cazzulani

Responsabile dei rapporti del PD metropolitano milanese con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo - Partecipante della Renaissance Conference del PSE di Bruxelles

 

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