Polonia, vince Nawrocki. La presidenza resta alla destra sociale, bocciato il governo di centrodestra | Matteo Cazzulani
Primavera del 2006, gli exit poll delle elezioni danno l'Ulivo di Romano Prodi vincitore con più del 50% di consensi. La notte è lunga, e sulla base dei voti reali la Casa delle Libertà di Silvio Berlusconi assottiglia il vantaggio, rendendo la vittoria del centrosinistra de facto un pareggio.
Simile è stato lo scenario che ha portato alla vittoria di Karol Nawrocki nelle elezioni presidenziali della Polonia. Candidato dell'opposizione della destra sociale, Nawrocki ha infatti ribaltato un exit poll non favorevole con una 'rimonta' sonora nello scrutinio.
"Abbiamo vinto" si è affrettato a dichiarare RafaÅÂÂÂ Trzaskowski, candidato dell'establishment governativo di centrodestra, al momento degli exit poll, che tuttavia non hanno impaurito il suo concorrente. "La notte è lunga, e ci porterà alla vittoria" ha invece dichiarato Nawrocki.
50,89% a 49,11% è l'ammontare della vittoria di un candidato, Nawrocki, che non solo ha ribaltato le rilevazioni sociologiche, ma anche l'esito del primo turno, che ha visto Trzaskowski avanti per 31,36% a 29,54%.
A permettere la vittoria di Nawrocki è stato principalmente l'afflusso dei voti pervenuti dai candidati di destra eliminati al primo turno, mentre quelli di centro e di sinistra hanno, simmetricamente, appoggiato Trzaskowski.
Altresì, a rendere possibile la vittoria del candidato sostenuto dall'opposizione è stata una combinazione di errori commessi da Trzaskowski, e di attacchi ad personam nei confronti di Nawrocki dei quali si è fatto portatore nientemeno che il premier Donald Tusk.
Dati alla mano, i polacchi hanno bocciato sia la strategia elettorale del capo del governo, che il candidato di una coalizione di maggioranza che ha fatto dell'europeismo senza se e senza ma la propria bandiera, la cui tenuta, ora, rischia tuttavia di traballare.
A gongolare è invece l'opposizione della destra sociale e della destra libertaria, che si è compattata attorno ad un candidato espressione di un sentimento contrario alla politica migratoria dell'Europa, all'ideologia woke ed al Green Deal.
Sul piano geopolitico, la vittoria di Nawrocki lascia la Polonia divisa tra due proposte contrapposte. Da un lato, vi è il disegno dell'attuale presidente, Andrzej Duda, atto a rendere la Polonia un leader regionale, che Nawrocki intende continuare.
Dall'altro, vi è il progetto del premier Tusk di integrare Varsavia con l'asse franco-tedesco con la speranza di rendere la Polonia un partner alla pari con Parigi e Berlino nell'Unione Europea.
Tornando alle dinamiche interne, le elezioni confermano la storica spaccatura della Polonia. L'est e le campagne hanno votato la destra sociale, mentre l'ovest e le città hanno preferito il candidato del centrodestra.
Ciononostante, a rendere particolari queste elezioni è il cosiddetto 'elettorato negativo'. La maggior parte dei votanti, infatti, non sembra avere espresso una preferenza per un candidato, bensì un voto contrario al candidato meno apprezzato.
Sul piano storico, la vittoria di Nawrocki rappresenta la seconda volta in cui un candidato riesce a vincere la contesa elettorale al ballottaggio pur partendo da una posizione di svantaggio al primo turno.
Nel 2005, a riuscire nell'impresa è stato Lech KaczyÅÂÂÂski, espondente della destra sociale che al ballottaggio ha sconfitto Donald Tusk, il candidato, espressione del centrodestra, più votato al primo turno.
Matteo Cazzulani



