Dopo la denuncia del Consigliere Regionale Agostino Alloni anche i cittadini trovano il coraggio di intervenire pubblicamente sul disagio che la decisione dell’ASL provocherà sulla famiglie.Si nota però una certa ‘ sonnolenza’ delle organizzazioni di rappresentanza del territorio. Non sarebbe il caso di mobilitare gli utenti?
Red/welcr/gcst
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Il testo della lettera del sig. Artuto Fovea. Signor direttore, riguardo all’articolo che tratta della scure sui servizi domiciliari, mi sto chiedendo se questi signori, provvisti di curriculum e stipendio altisonanti, abbiamo mai avuto bisogno di chiedere giornate di permesso per poter accompagnare i loro cari agli ambulatori di ospedali o case di cura per visite, esami diagnostici e/o prelievi? Hanno mai visto le difficoltà, - perchè anziani, - per problemi di equilibrio, - per stanchezza fisica, - per disagi, - per patologia/e in attesa il loro turno, che queste persone fragili vivono loro malgrado? Essendo dirigenti, si pensa che queste due persone abbiamo anche la capacità di valutare la spesa che ricade sulle aziende nelle quali, coloro che li accompagnano e che chiedono permessi, lavorano! Io dovrò accompagnare due persone care, anziane e in difficoltà, entrambe in trattamento TAO, quindi con prelievi frequenti nel mese, all’ambulatorio ospedaliero TAO e dovrò, essendo l’unica persona in grado di poterlo fare, chiedere permessi e ferie per far ciò: ci hanno mai pensato costoro, persone che immagino incollate alle loro poltrone, che non vivono la realtà quotidiana dell’essere anziani? Se queste persone sono il risultato delle nostre università: aiuto!
Arturo Fovea artufo63@gmail.com



