Sabato, 24 agosto 2019 - ore 01.02

Teatro Ponchielli PROSA SCUOLE PRIMARIE Martedi 27 marzo ore 10.30 TEATRO GIOCO VITA IO E NIENTE

“Qui non c’è niente. Anzi, ci sono io. Niente e io. Niente si chiama Niente. Vive con me, intorno a me.” Così incomincia la storia di Lilà, una bambina che dopo aver perso la mamma e con il papà affranto dal lutto, si crea un amico immaginario; Niente.

| Scritto da Redazione
Teatro Ponchielli  PROSA SCUOLE PRIMARIE  Martedi 27 marzo ore 10.30 TEATRO GIOCO VITA  IO E NIENTE

Teatro Ponchielli  PROSA SCUOLE PRIMARIE  Martedi 27 marzo ore 10.30 TEATRO GIOCO VITA  IO E NIENTE 

“Qui non c’è niente. Anzi, ci sono io. Niente e io. Niente si chiama Niente. Vive con me, intorno a me.”  Così incomincia la storia di Lilà, una bambina che dopo aver perso la mamma e con il papà affranto dal lutto, si crea un amico immaginario; Niente.

Dal niente si può fare tutto

da Moi et Rien di Kitty Crowther

con Valeria Barreca, Tiziano Ferrari

adattamento, regia e scene Fabrizio Montecchi

sagome Nicoletta Garioni (dai disegni di Kitty Crowther)

musiche Paolo Codognola

costumi Tania Fedeli

luci Davide Rigodanza

realizzazione sagome Federica Ferrari, Nicoletta Garioni

realizzazione scene Sergio Bernasani

durata: 60 minuti

biglietto scolastico €5,00

“Qui non c’è niente. Anzi, ci sono io. Niente e io. Niente si chiama Niente. Vive con me, intorno a me.”  Così incomincia la storia di Lilà, una bambina che dopo aver perso la mamma e con il papà affranto dal lutto, si crea un amico immaginario; Niente.

Assieme a Niente Lilà passa le sue giornate a fare niente.

Ma Niente, al contrario di lei, è sempre di buonumore e risponde alla sua profonda indolenza con delicata e costruttiva positività. Al “non c’è niente da fare” di Lilà, Niente risponde che “dal niente si può fare tutto”.

Ed è proprio grazie a questo importante insegnamento che Lilà si convince, dopo una lunga resistenza, ad uscire dal suo isolamento e a piantare i semi di papavero blu dell’Himalaya che la mamma aveva conservato nel grande ripostiglio.

Quelli di cui, dice la leggenda, un pettazzurro aveva tenuto i semi nel becco durante un lungo periodo di gelo, per paura che quel fiore sparisse per sempre e che poi aveva piantato nel giardino di una principessa…

La decisione di piantare i semi e di coltivare gli stupendi fiori blu preferiti dalla madre fino a ricreare il meraviglioso giardino di casa, consente a Lilà di attirare l’attenzione del padre e riguadagnare il suo amore.

“La nostra primavera è stata bellissima. Papà è ridiventato il mio papà”, dice Lilà.

Segno di quest’amore ritrovato è un regalo lasciato a Lilà dalla madre e che il padre si decide finalmente a consegnargli.

È una piccola scatola che contiene una sorpresa che tutto chiude e tutto spiega, anche l’amico immaginario

OLTREIBANCHI teatro per ragazzi – XXV edizione

 

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