Lunedì, 26 ottobre 2020 - ore 13.44

UICI Cremona Il 16 Ottobre si celebra la Giornata Nazionale del Cane Guida.

15 ANNI, MA NON LI DIMOSTRA: ATTUALE Più CHE MAI LA GIORNATA DEDICATA AI CANI GUIDA | Flavia Tozzi.

| Scritto da Redazione
UICI Cremona  Il 16 Ottobre si celebra la Giornata Nazionale del Cane Guida.

UICI Cremona 15 ANNI, MA NON LI DIMOSTRA: ATTUALE Più CHE MAI LA GIORNATA DEDICATA AI CANI GUIDA | Flavia Tozzi.

 Il 16 Ottobre si celebra la Giornata Nazionale del Cane Guida.

Giunta quest’anno alla quindicesima edizione, la ricorrenza è stata fortemente voluta dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti nel 2006 allo scopo di sensibilizzare le istituzioni e la popolazione riguardo alla grande importanza che questo animale riveste per le persone con disabilità visiva, che si affidano ad esso quotidianamente per muoversi in completa autonomia e sicurezza.

Ma perché dedicare una giornata a un animale? Che senso ha?

Il cane è, fin dall’antichità, un fedele amico dell’uomo e gli è stato accanto svolgendo per lui molti servigi, accompagnandolo nella caccia, facendo la guardia alla sua dimora, combattendo con lui in guerra, ma soprattutto restandogli vicino fino alla morte come l’amico più fedele.

Non dimentichiamo il cane Argo che, nell’Odissea, riconobbe il proprio padrone Ulisse, tornato a Itaca da un viaggio durato ben 10 anni o, per venire ai giorni nostri, quel cane che ha continuato a visitare la tomba del suo amico umano che la morte si era portato via.

Oggi i cani vengono addestrati per svolgere molte mansioni, come la ricerca di vittime nelle calamità, di persone scomparse, di droga o esplosivi, salvataggio in acqua, assistenza e altro ancora.

Chi ha la fortuna di convivere con un animale domestico sa bene quanto la sua presenza possa riempire una solitudine o quanto possa arricchire in termini di affetto e di gioia la vita familiare.

Ma un cane guida è tutto questo e qualcosa di più.

E’ uno strumento di indipendenza e libertà per il cieco a cui viene affidato, un amico sicuro e fedele su cui si può sempre contare, certi che sarebbe disposto a sacrificare la propria vita pur di garantire l’incolumità della persona che lo ha scelto come accompagnatore.

Da bambine, mia sorella ed io, entrambe non vedenti dalla nascita,  avevamo un meticcino, un cagnolino vivace e indomito, che scorrazzava libero per il paese dove abitavamo, ma che diventava pazzo di gioia quando gli mettevamo il collare per portarlo con noi a fare una passeggiata. Allora, se una di noi due prendeva il mano il guinzaglio, lui si metteva a camminare sul marciapiede tutto compito, rasente ai muri, fermandosi ogni volta che c’era un gradino e adeguando il suo passo al nostro. E non era stato addestrato per questo, ce l’aveva nel sangue e nel cuore.

E’ stato proprio riconoscendo queste speciali qualità innate in alcuni di questi meravigliosi esseri che, nel 1929, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha fondato la prima scuola nazionale per l’addestramento di cani guida in Italia, tutt’ora esistente, a Scandicci, vicino a Firenze, seguita poi, nel 1959, dalla scuola del Servizio Cani Guida dei Lions di Limbiate.

Oltre a queste, in Sicilia vi è il centro Helen Keller e ultimamente esistono istruttori che,, su richiesta, preparano privatamente il cane di proprietà di un cieco per svolgere il ruolo di accompagnatore.

Per questo ruolo, vengono scelti animali particolarmente equilibrati, mansueti e socievoli, con determinate caratteristiche, che vengono abituati a non temere il traffico e a comportarsi educatamente in mezzo alla gente e nei luoghi pubblici, perciò non è comprensibile che ancora oggi vi sia chi impedisce loro l’accesso negli esercizi aperti al pubblico o vieta loro l’ingresso nei teatri, sui mezzi di trasporto o nelle scuole.

E pensare che dal 1974 esiste una legge, la n.37, che sancisce il diritto della persona cieca a farsi accompagnare dal proprio cane ovunque e che nel 2006, proprio a causa dell’inosservanza di tale normativa da parte di molti esercenti e gestori, tale legge è stata integrata  prevedendo delle sanzioni per chi non la rispetta (legge 60/2006), che vanno da € 500 a € 2.500.

Da alcuni anni, l’U.I.C.I., anche attraverso dei tavoli di lavoro con altre realtà di addestramento europeo, si sta attivando perché sia previsto uno speciale patentino per il cane guida, affinchè possa essere riconosciuto a livello europeo e non si verifichino più situazioni in cui viene ad esso negato dalle compagnie aeree l’accesso alla cabina accanto alla persona non vedente.

Altra richiesta che l’Associazione sta portando avanti è quella che il Cane Guida venga inserito all’interno del nomenclatore degli ausili protesici, in quanto strumento di mobilità e autonomia per i ciechi.

La preparazione di un cane guida è molto costosa e può superare i 15.000 euro, che attualmente vengono coperti in parte da contributi pubblici e da donazioni e fondi raccolti da privati.

Inoltre, proprio perché questi animali devono poter entrare in qualunque luogo pubblico, hanno necessità di essere particolarmente curati, accuditi quotidianamente con la massima attenzione.

Altre volte ho ribadito il legame unico e speciale che si instaura tra il cane guida e la persona non vedente, che si manifesta in tutta una serie di segnali telepatici e intuitivi difficili da spiegare.

In questo periodo in cui la diffusione del Covid ha modificato le abitudini di molti di noi, anche i nostri cani hanno risentito della difficile situazione, non comprendendo ad esempio perché, improvvisamente, invece di avvicinarsi la gente si allontana e perché le uscite per andare al lavoro o incontrare gli amici si siano così ridotte.

A volte, perciò, per chi non vede, è complicato rispettare quello che tutti chiamano distanziamento sociale, espressione a mio parere estremamente infelice, che sarebbe meglio sostituire con quella di distanziamento fisico, più pertinente e con minori connotazioni negative. Il cane, infatti, se riconosce un amico, tende ad andargli vicino, perché, una delle sue funzioni è proprio quella di favorire la socializzazione delle persone con disabilità visiva.

Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, l’U.I.C.I. di Cremona non organizzerà alcuna manifestazione a livello locale, ma io vorrei esortare chi legge a prestare particolare attenzione quando incontra un cieco con un cane guida e considerarli come un’unica entità, di cui il cane costituisce gli occhi.

A livello nazionale, la ricorrenza verrà  celebrata dall’U.I.C.I. con una trasmissione su Slash Radio, la radio web dell’associazione,  nella quale verranno scelti i racconti più belli e divertenti inviati da proprietari di cani guida.

Flavia Tozzi.

 UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

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