Sabato, 21 settembre 2019 - ore 04.59

(Video) Pianeta Migranti. In omaggio ai 629 dell’Aquarius.

Ho freddo . La storia di un migrante scritta da un liceale e interpretata da Valerio Mastandrea . Nella giornata internazionale del rifugiato diamo voce al sogno profondo che sta nel cuore di ogni migrante che lascia il paese e gli affetti per andare verso l’ignoto: il sogno di diventare uomo.

| Scritto da Redazione
(Video) Pianeta Migranti. In omaggio ai 629 dell’Aquarius. (Video) Pianeta Migranti. In omaggio ai 629 dell’Aquarius. (Video) Pianeta Migranti. In omaggio ai 629 dell’Aquarius. (Video) Pianeta Migranti. In omaggio ai 629 dell’Aquarius.


Pianeta Migranti. In omaggio ai 629 dell’Aquarius.

Ho freddo . La storia di un  migrante scritta da un liceale  e interpretata da  Valerio Mastandrea . Nella giornata internazionale del rifugiato diamo voce al sogno profondo che sta nel cuore di ogni migrante che lascia il paese e gli affetti per andare verso l’ignoto: il sogno di diventare uomo.

Un sogno a prova di deserto, di naufragi, di filo spinato alle frontiere, di campi di detenzione segnati da estorsioni, torture, stupri, schiavitù. Un sogno respinto dalla distinzione odiosa tra migrante di serie A e B, i migranti economici, come se il diritto al cibo e alla sopravvivenza sia un di più, un optional.

Un buco nero di malvagità inghiotte la speranza dei migranti e prospera per l’indifferenza generale, le chiusure dell’Europa, il razzismo di quanti non riescono a restare umani o sono succubi della propaganda politica e mediatica.

Niente e nessuno riuscirà mai a fermare i migranti: loro sono tanti, giovani, hanno fame, hanno voglia di vivere. L’Europa è sazia, vecchia, stanca.

I flussi erano prevedibili. Già negli anni 80 i missionari, antenne attente dei movimenti dei mondi lontani, avvisavano che sulle coste africane del Mediterraneo si ammassava una pressione migratoria. Bisognava aiutarli a casa loro, allora! Ma i paesi ricchi hanno fatto come lo struzzo: troppo indaffarati a pompare petrolio dai loro pozzi, a scavare miniere, a estendere l’agrobusiness nei loro campi, a strozzarli finanziariamente…tutto per il nostro benessere, senza la minima idea di equità nello sviluppo e nei rapporti commerciali. Nessun scrupolo, neppure nel vendere armi ai loro dittatori, nell’esportare la democrazia delle bombe… e alimentare le guerre a casa loro.   

Non si è voluto -allora- governare politicamente il fenomeno e non lo si vuole fare ora.

I flussi non si fermeranno e con essi non si arresterà pure l’onda di solidarietà, di sana accoglienza, di saggia politica migratoria che cittadini comuni, organizzazioni di società civile e istituzioni locali stanno mettendo in atto. Infatti, nonostante tutto, si continua a salvare in mare, a organizzare corridoi umanitari, a promuovere integrazione sui territori, per il bene dei migranti e delle comunità ospitanti. Nessun divieto o nessuna legge riuscirà a fermare coloro che per un senso di pietas umana cercano di portare aiuto e solidarietà. E’ accaduto anche sotto il nazismo.

E quando il fallimento delle attuali politiche migratorie sarà sotto gli occhi di tutti, allora, resteranno in campo solo le buone pratiche e le politiche ispirate al rispetto dei diritti umani, della dignità della persona, principi sanciti da convenzioni internazionali, oltre che dalla nostra Costituzione. Occorre lavorare bene nel presente per preparare un futuro diverso.

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