Mercoledì, 26 giugno 2019 - ore 16.50

AccaddeOggi #24maggio 2014 Andy Rocchelli fotoreporter ucciso in Ucraina ha origini cremonesi

Rocchelli è il fotografo pavese colpito a Sloviansk dopo esser stato coinvolto in un bombardamento a colpi di mortaio.

| Scritto da Redazione
AccaddeOggi   #24maggio  2014 Andy Rocchelli fotoreporter ucciso in Ucraina ha origini cremonesi


Andy Rocchelli,  è di origine cremonese. Infatti la madre, la professoressa Elisa Signori, docente di Storia contemporanea all’Università di Pavia è la figlia di Mario Signori, intellettuale, che negli anni ’80  collaborava con la stampa locale cremonese.

I funerali si sono svolti a Pavia dove è’ stata allestita nell’aula magna del Seminario vescovile di Pavia la camera ardente . "La comunita’ del Seminario era un punto di riferimento per Andy e per la sua famiglia”, ha spiegato  don Andrea Migliavacca, rettore del Seminario di Pavia e grande amico del fotoreporter ucciso. “Da noi - ha aggiunto - veniva ogni anno per la cena di Natale". Rocchelli era molto legato a don Andrea anche per il suo profondo legame con il gruppo scout di Pavia, da lui frequentato da ragazzo. I funerali di Andy Rocchelli sono stati  celebrati nella chiesa del Seminario di Pavia da don Andrea Migliavacca.

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Non era casualmente sul fronte Ucraino Andy Rocchelli che abitualmente passa tre mesi all'anno a Mosca e conosce il mondo slavo, con il collega francese William Roguelon, dell'agenzia Wostok Press, l'interprete e il loro autista russo erano appena arrivati quando si è scatenato un'attacco a colpi di kalashnikov, seguito da decine - il francese parla di 40 o 60 colpi di mortaio - di bombe, una delle quali ha colpito il fossato in cui si erano rifugiati. Nel video Rocchelli durante un seminario parla della sua esperienza di giornalista, del rapporto fra i nuovi media e i giornalisti, delle fonti. Sono centinaia i reporter uccisi o feriti sui fronti di guerra. Andy Rocchelli era fra i fondatori del collettivo CESURA gruppo di fotografi nato nel 2008.

Dalla pagina dedicatagli dai suoi colleghi.Quando si è freelance, con una vita che si arricchisce di responsabilità, e di fronte alle difficoltà sempre crescenti nel fare fotografia a un certo livello, scoraggiarsi è sempre un'opzione a portata di mano.Andy ne era immune. Il nostro è sempre di più un lavoro proibito e proibitivo, soprattutto nell'epoca del "siamo tutti fotografi". In questo mare di rumore e di scorie Andy era una goccia di purezza.Lavorava praticamente sempre, sempre con la testa li alle storie, alle foto, ai suoi viaggi, i suoi libri, i suoi progetti.Era un esempio di integrità, correttezza e dedizione costante per noi, che lo amavamo e lo amiamo come un fratello: il fratello minore che dimostra più grinta di te, e ti costringe a fare lo sbruffone per stare al passo.Lui però sbruffone non lo era, era un giornalista onesto.Viveva il suo lavoro fisicamente, ne penetrava il senso subito e se lo portava a casa.Poi chiusa quella storia li, era subito un'altra.Andy era testardo, Andy è un testardo, e lo sarà sempre

E' morto il 24 maggio 2014

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