Sabato, 25 giugno 2022 - ore 09.56

Ad Azzoni non piace la frase di Coppetti ‘I partigiani sono tre,gli altri sono solo iscritti all’ANPI’

Il Coppetti estimatore di Franz Cortese, di Bernamonti, di Renzo Bernardi, di Adriano Andrini non credo proprio volesse delegittimare le nuove generazioni di iscritti all’ANPI.

| Scritto da Redazione
Ad Azzoni non piace la frase di Coppetti ‘I partigiani sono tre,gli altri sono solo iscritti all’ANPI’

Signor direttore, vedo (….)che il fulcro della manifestazione di simpatia, ammirazione ed affetto, da me condivisi, per Mario Coppetti festeggiato per i 103 anni al Filo- nonché di condivisione con i positivi valori che la sua stessa vita rappresenta - viene individuata nella affermazione:‘I partigiani sono tre, gli altri sono solo iscritti a l l’AN PI’. Il senso di ciò traspare nel servizio sull’evento: per i tre prevale una condivisione col governo per il referendum costituzionale, ‘gli altri sono solo iscritti’. E’ una affermazione davvero troppo riduttiva, in ogni senso! Coppetti è da sempre iscritto all’ANPI e ne è stato presidente. Ha ‘battibeccato ’ o concordato da pari a pari con partigiani combattenti, che oggi non sono più, ma non ha mai usato – lo posso testimoniare – un argomento del genere per affermare le proprie opinioni. Alle ‘nuove leve’ Coppetti come gli altri presidenti ANPI ex partigiani – Bera, Scala, Fogliazza – non ha certo mai detto iscriviti, vieni al congresso, vota… ma però ‘tu non c’eri, sei solo iscritto…’. Se l’avessero fatto, l’ANPI avrebbe una inesorabile data di scadenza per la validità di valori e orientamenti non certo scaduti. L’ANPI è nata, è vissuta per 70 anni, è ancora in salute e va avanti per mantenere quella memoria e cercare di mantenere vivi quei valori, in una dialettica di generazioni e convincimenti che democraticamente si confrontano. Comunque i partigiani in vita sono più di tre e democraticamente si sono espressi a larga maggioranza nel congresso dell’ANPI per chiedere al governo di non stravolgere la Costituzione. Per convinzione razionale, non per nostalgia o addirittura per antipatia all’attuale presidente dei ministri. L’hanno fatto sin da quando il governo presentò questa modifica della Costituzione, nell’ottobre 2014. I più o meno giovani dell’ANPI pur ‘natdop o ’ hanno condiviso le tesi del vero partigiano e presidente Smuraglia e così anch’essi hanno votato nel Congresso. Non condividono una riforma che rende il governo dominante sul parlamento, non condividono la sottrazione del diritto di voto per il Senato, non condividono una legge elettorale che dà maggioranza parlamentare assoluta ad un partito che maggioranza non è (e magari al suo segretario anche capo del governo). Questi iscritti all’ANPI delle varie generazioni, me compreso, così hanno votato al 90 per cento nel congresso. Quel titolo è una forzatura. Il Coppetti estimatore di Franz Cortese, di Bernamonti, di Renzo Bernardi, di Adriano Andrini non credo proprio volesse delegittimare le nuove generazioni di iscritti all’ANPI. Io piuttosto sottolineo come principali affermazioni del suo saluto sia il dispiacere per le divisioni su questo tema che si sono prodotte nel campo dell’antifascismo sia, al di là delle ragioni che lui ritiene prevalenti nel merito, l’auspicio sofferto e convinto della ripresa dell’unità basata sui valori della Resistenza, chiunque vinca il 4 dicembre.

Giuseppe Azzoni ( Cremona) 

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