Pianeta Migranti. 142 persone incriminate in Europa per avere aiutato migranti
Un gesto di solidarietà in Europa diventa reato.
Incriminati per aver donato biglietti del treno a un gruppo di rifugiati siriani in transito dal sud al nord Italia. O per aver fornito, tra Polonia e Bielorussia, acqua, cibo e un passaggio fuori dalla foresta a una famiglia irachena con sette figli. Per un gesto di solidarietà, in Europa si rischia la galera.
Nel corso del 2024, almeno 142 attivisti, volontari e difensori dei diritti umani hanno dovuto affrontare procedimenti giudiziari in un Paese dell’Ue per comportamenti e azioni a sostegno di persone in transito e di richiedenti asilo. Il conto lo tiene, da quattro anni, la Piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti senza documenti Picum, rete di 160 Ong in trentadue Paesi con sede a Bruxelles.
Il fenomeno è in incremento: il numero di persone accusate, incriminate o condannate era stato di almeno 89 tra il gennaio 2021 e il marzo 2022, di 102 nell’intero 2022 e di 117 nel 2023.
Secondo l’ultimo rilevamento, la Grecia ha registrato il numero più elevato di persone criminalizzate per atti di solidarietà, ben 62. Segue l’Italia, con 29 casi. Poi Polonia e Francia con 17 ciascuna e la Bulgaria con 11.
Fra le attività più criminalizzate: la ricerca e il soccorso dei migranti in mare (88 gli attivisti con questa accusa). È il caso, ad esempio, dei dieci imputati dell'equipaggio della nave Iuventa della Ong Jugend Rettet, e di Save The Children e Medici Senza Frontiere, poi tutti prosciolti con una sentenza di “non luogo a procedere” nell’aprile 2024, (dopo sette anni). Ma si rischia di finire in carcere anche per avere fornito assistenza umanitaria e beni di prima necessità come accaduto a 21 attivisti, per la maggior parte sul confine tra Polonia e Bielorussia, o per azioni di disobbedienza civile e per avere offerto rifugio. Secondo il rapporto Picum “la criminalizzazione della solidarietà ai migranti è profondamente legata alla criminalizzazione della migrazione stessa”. Le politiche migratorie restrittive, oltre a rendere pericoloso attraversare le frontiere creano un ambiente ostile nei confronti di quanti entrano in modo irregolare.
La maggior parte delle persone incriminate per aver dato solidarietà è stata accusata di traffico di migranti o favoreggiamento di ingresso, transito o soggiorno, come disciplinato dalla relativa Direttiva del 2002. Nel novembre 2023 la Commissione europea ha avanzato una proposta di revisione di quell’atto che, rischia di portare a un maggior numero di arresti o processi per aver aiutato persone in difficoltà.
Nonostante i numerosi e prolungati procedimenti in tribunale, le condanne effettive restano poche. Nel 2024, si sono conclusi i casi giudiziari per 43 delle 142 persone incriminate. Tra queste, 41 sono state assolte o le accuse contro di loro sono state ritirate. Solo due sono state condannate, ma una ha avuto la pena sospesa. È l’ex sindaco francese Henri Stoll processato per avere aiutato un cittadino camerunense senza documenti che cercava, dopo dieci anni, di regolarizzare la sua situazione. Le accuse includevano il fatto di avergli prestato un appartamento e un’auto, e di avergli dato una somma in denaro dopo che l’uomo aveva perduto il suo lavoro.



