Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 04.36

Adesione di Confcommercio Milano alla Settimana del Lavoro Agile

Sottoscritto il Protocollo d’intesa per l’iniziativa dal 22 al 26 maggio

| Scritto da Redazione
Adesione di Confcommercio Milano alla Settimana del Lavoro Agile

Sottoscritto da Confcommercio Milano il Protocollo d’intesa per partecipare alla Settimana del Lavoro Agile, in programma dal 22 al 26 maggio. La Settimana del Lavoro Agile, promossa dal Comune di Milano, prosegue e sviluppa gli esperimenti, degli anni precedenti, avviati con la Giornata del Lavoro Agile: dal 2014 al 2016 i lavoratori potenzialmente coinvolti sono raddoppiati, da 5.000 a quasi 10.000.

Confcommercio Milano favorirà presso le imprese la divulgazione dell’iniziativa attraverso i propri canali e strumenti di comunicazione.

“La possibilità di sperimentare una diversa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa – afferma Marco Barbieri, segretario generale della Confcommercio milanese - ha trovato le imprese del terziario e dei servizi particolarmente sensibili. Un interesse che va al di là delle dimensioni delle aziende: il 58% delle imprese coinvolte nel 2016 ha infatti meno di 100 dipendenti”.

“Il vero successo dell’iniziativa – prosegue Barbieri - consiste nel diffondere una diversa cultura del lavoro che si basa sempre più sulla responsabilizzazione dei lavoratori nel raggiungere gli obiettivi aziendali, in un contesto organizzativo che tiene conto delle esigenze lavorative e di vita familiare. Confcommercio Milano è da sempre impegnata in quest’azione: anche attraverso la sottoscrizione di accordi per la detassazione dei premi legati alla produttività aziendale con possibilità di convertirli in servizi di welfare e accordi per il sostegno agli oneri della frequenza agli asili nido e alle spese dei libri di testo per i figli di lavoratrici e lavoratori”.

“L’iniziativa di Milano – rileva Barbieri - ha contribuito in modo determinante a portare all’attenzione del Parlamento la necessità di dare al lavoro agile un quadro generale di regole”. Potenzialità notevoli, ma non mancano le criticità: “legate – conclude Barbieri - alla poca chiarezza con la quale la normativa si esprime in merito alla determinazione dell’orario di lavoro e ai profili di salute e sicurezza sul lavoro nella prestazione resa al di fuori del luogo di lavoro”.

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