Lunedì, 10 dicembre 2018 - ore 12.51

AISE 8 Marzo LEADER UNICEF E UNHCR IN LIBANO TRA LE DONNE E LE BAMBINE RIFUGIATE SIRIANE

In Libano, oltre la metà della popolazione siriana rifugiata registrata è composta da donne e ragazze e circa il 40% delle famiglie rifugiate nel paese sono guidate da donne.

| Scritto da Redazione
AISE 8 Marzo LEADER UNICEF E UNHCR IN LIBANO TRA LE DONNE E LE BAMBINE RIFUGIATE SIRIANE

AISE 8 Marzo LEADER UNICEF E UNHCR IN LIBANO TRA LE DONNE E LE BAMBINE RIFUGIATE SIRIANE

In Libano, oltre la metà della popolazione siriana rifugiata registrata è composta da donne e ragazze e circa il 40% delle famiglie rifugiate nel paese sono guidate da donne.

Per questo Filippo Grandi, Alto Commissario ONU per i Rifugiati, ed Henrietta H. Fore, Direttore Generale dell’UNICEF, hanno chiesto un’azione “più incisiva” per la protezione e l’empowerment delle donne rifugiate.

Durante una missione congiunta in Libano, mentre il mondo celebra la Giornata Internazionale delle Donne e il conflitto in Siria si avvicina al suo settimo anniversario, il Direttore UNICEF e l’Alto Commissario hanno sentito testimonianze dirette di alcune donne e ragazze costrette a scappare dalla guerra e cercare salvezza nel vicino Libano.

Le donne, che attualmente vivono in accampamenti per rifugiati con tende a Baalbek, nella valle della Bekaa, a circa 30 chilometri dal confine siriano, spiegano le due agenzia Onu, fanno parte di un gruppo formato sulle tematiche della protezione dei bambini e della violenza di genere e sessuale e che lavora attualmente con altri rifugiati per aiutare a sensibilizzare e fare la differenza nelle loro comunità.

Le donne hanno sottolineato che le loro maggiori preoccupazioni sono i matrimoni precoci e la mancanza di istruzione.

“Nella Giornata Internazionale delle Donne, dico a ogni donna: sii forte, sii te stessa, sii indipendente e abbi fiducia in te stessa”, ha detto Kholoud, 37 anni, madre di due bambini e rifugiata siriana.

“Le donne e le ragazze rappresentano sia la tragedia della Siria, sia la speranza per il suo futuro”, ha dichiarato Filippo Grandi, l'Alto Commissario ONU per i rifugiati. “Queste iniziative della società civile sono degli strumenti fondamentali per affrontare la violenza di genere e sessuale, ma anche per l’empowerment delle donne e per contribuire al benessere della comunità e alla riconciliazione”.

“Il conflitto sanguinoso in Siria sta per entrare ancora in un altro anno di guerra e continua a lasciare i bambini senza casa, istruzione e traumatizzati”, ha dichiarato Henrietta H. Fore, Direttore generale dell’UNICEF. “Le giovani ragazze in particolare, hanno visto le loro speranze in un futuro migliore distruggersi, mentre un numero sempre maggiore di loro è costretto a lavorare o a sposarsi invece di andare a scuola. Solo in Libano, il 40% delle donne siriane fra i 20 e i 24 anni si sono sposate prima di compiere 18 anni, diventando mogli e madri quando erano ancora delle bambine”.

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