Venerdì, 19 giugno 2026 - ore 21.28

AL GIORNALISTA NON RESTA CHE COMBATTERE CON….L’ALFABETO

| Scritto da Redazione
AL GIORNALISTA NON RESTA CHE COMBATTERE CON….L’ALFABETO

In un Salmo biblico-evangelico  il 22, si legge , “DIO MIO,DIO MIO,PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO”, ma ciò.  non sta a significare quanto molto presumibilmente noi laici,  spesso incapaci di interpretare i contenuti  dei sacri testi potremmo pensare di primo acchito,  ma ciò  sta a significare che Dio padre tolse lo sguardo da Gesù perche Gesù si era caricato dei peccati dell’intera umanità, passata, presente e futura, ed il nostro castigo era su di Lui..

Onestamente, questo concetto, mi è stato ripetutamente spiegato anche dal mio Parroco, persona coltissima, ma purtroppo la spiegazione tende ogni volta a dissolversi anche per una fede un po’ traballante, ma anche scarsa cultura evangelica, non lo nego.

Comunque, perché questo preambolo, se vuoi anche un po’ singolare rispetto a quanto scrivo quasi quotidianamente sui giornali ?

 Semplicemente perché, nel clima bellico in cui stiamo purtroppo vivendo, mi è venuto un pensiero secondo il quale, chi ha assalito un popolo libero ammazzando mamme, bambini, vecchi, distruggendo città radendole al suolo con una volontà ripugnante (parole pronunciate ieri dal Papa), fors’anche Gesù,  in base all’assunto della misericordia e del perdono, di cui si parla nel Salmo 22, non ce l’avrebbe fatta a caricarsi i peccati mostruosi di un dittatore.  Ovviamente, la mia è una forzatura, collocata in un contesto dialettico che vuol evidenziare la  disumana mostruosità  dei crimini  messi in atto da un tale che, sicuramente, non sarà perdonato non solo dal mondo intero ma, fors’anche,  nemmeno dalla giustizia divina.

Proprio stamane, parlando con un amico, è stato toccato l’argomento che segue. Sia da una parte che dall’altra,  (mi sono prefissato, come vedete,  di non fare nomi di nessun tipo, ivi inclusi quelli degli stati) ci sono brave ed oneste  persone che non vogliono la guerra e che, purtroppo, sono costrette a subirla a causa di poche persone prive di cervello. A questo proposito,  come dico spesso, oggi non funzionano più sia le democrazie che le dittature: esse hanno un denominatore comune, e cioè l’interesse di pochi a danno di milioni e milioni di cittadini impotenti ed indifesi rispetto a dei prepotenti che non sentono ragioni se non quelle del potere e dei soldi. Punto e basta. Forse esiste solo una differenza fra dittatura e democrazia: in quest’ultima esiste ancora la libertà di parola che, peraltro, non vale niente, perché.  all’apice dei governi non esistono onestà  intellettuale ed intelligenza.

Ergo, al di là delle dittature che saranno per fortuna destinate a fallire nel medio-lungo termine, anche nelle democrazie, finisce per esserci il governo dei potentati economico-finanziari, alla faccia dei cittadini seri ed onesti.

Di fronte a tutto ciò, che fare ? Reagire non è possibile ed al popolo non resta che tacere ed accontentarsi. Ho letto oggi una frase di un collega  che mi ha  colpito come giornalista, anche se quasi tutti i santi giorni cerco con forza di praticare il senso civico, Eccola  :    A noi non ci hanno fornito le armi, ma combattiamo quotidianamente usando l’alfabeto.

Ogni spiegazione appare superflua.

Arnaldo De Porti

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