Data center a Pozzaglio, il sindaco Caruccio: "Opera strategica. Valuteremo con equilibrio"
Primo vertice in Provincia. L’ultima parola al Ministero dell’Ambiente. L’area è già destinata dal Pgt e non si tocca suolo agricolo
Pozzaglio ed Uniti -
Sarà il Ministero dell’Ambiente ad avere l’ultima parola sull’autorizzazione al maxi data center previsto nel territorio di Pozzaglio. È emerso martedì mattina durante il primo confronto istituzionale in Provincia sul progetto.
Al centro del vertice il ruolo del Comune. Con il nuovo impianto burocratico, infatti, Pozzaglio avrà una competenza centrale nella procedura. E il sindaco Biondo Caruccio ha voluto chiarire subito la posizione dell’amministrazione: «I data center sono opere strategiche. Avvicinarsi a queste infrastrutture richiede un approccio attento, ma non miope. L’innovazione portata dall’intelligenza artificiale è paragonabile all’avvento dell’elettricità».
Il primo cittadino ha escluso posizioni pregiudiziali: «Io non ho assunto una posizione pregiudizialmente favorevole né contraria. La mia responsabilità è quella di valutare con equilibrio e lungimiranza».
Le opportunità
Secondo Caruccio lo sviluppatore è un operatore americano con investitori internazionali, garanzia di capacità di investimento. Tra i benefici indicati: posti di lavoro in fase di costruzione e gestione, bonifica dell’ex sito industriale Vivi Bikes, contributi e opere di compensazione ambientale e per la comunità.
Le criticità e le risposte
Sul fronte urbanistico il sindaco è stato chiaro: «Il progetto non prevede alcuna sottrazione di suolo agricolo. L’area è già destinata dal Pgt allo sviluppo produttivo e comprende aree industriali dismesse da recuperare».
Da chiarire la richiesta di rimozione del divieto di insediare attività soggette a Via, introdotto in passato per bloccare la logistica.
Per l’impatto ecologico sono previsti «controlli lungo tutto il percorso progettuale e monitoraggio costante». Previsti potenziamento dei corridoi ecologici, filari alberati, prati permanenti e sistemi di drenaggio sostenibile.
Sulla Direttiva Seveso: «Si applicherebbe solo per il gasolio dei gruppi elettrogeni, usati solo in emergenza. Il data center in quanto tale non è soggetto a Seveso».
Per energia e acqua: utenza privata, sistemi a circuito chiuso per ridurre i consumi, integrazione di rinnovabili.
La scuola di Brazzuoli
Infine la scuola di Brazzuoli: dista 620 metri dal data center più vicino. «Saranno adottate soluzioni per contenere emissioni acustiche, atmosferiche e luminose. Gli studi ambientali prevedono verifiche specifiche sui recettori sensibili».
Il progetto è in fase preliminare. Il permesso di costruire partirà solo dopo la procedura urbanistica e le valutazioni di tutela. Il dibattito resta aperto.
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Data center a Pozzaglio, cosa cambia per il territorio: lavoro, ambiente e scuola
Il sindaco Caruccio risponde alle critiche: "Niente suolo agricolo in meno. Controlli e compensazioni". Deciderà Roma
Pozzaglio ed Uniti -
Un investimento americano, un’area industriale dismessa da bonificare, una scuola a 620 metri. E tante domande da parte dei cittadini.
Martedì in Provincia è andato in scena il primo tavolo istituzionale sul maxi data center di Pozzaglio. A fare da trait d’union tra Comune, Provincia e Ministero sarà proprio il sindaco Biondo Caruccio.
1. Perché sì? Le opportunità
«Creazione di posti di lavoro sia durante la costruzione sia nella fase operativa» spiega Caruccio. E poi: bonifica dell’ex Vivi Bikes, «abbandonato e inquinato», contributi e opere di compensazione per i comuni coinvolti.
2. Si mangia suolo agricolo?
No, secondo il sindaco. «L’area di Pozzaglio è già destinata dal Pgt allo sviluppo produttivo». Il nodo è un altro: rimuovere il divieto comunale a insediamenti soggetti a Via, introdotto per fermare la logistica. «Per i data center le normative offrono garanzie superiori».
3. E l’ambiente?
Promessi monitoraggio costante e mitigazioni: corridoi ecologici, alberature, prati permanenti, drenaggio sostenibile. Sul consumo: raffreddamento a circuito chiuso per ridurre l’acqua, efficienza energetica e rinnovabili. «Ogni data center è un’utenza privata e non impatta sui costi dell’energia locale».
4. Rischio Seveso vicino alla scuola?
Il sindaco chiarisce: la direttiva scatterebbe solo per il gasolio dei generatori di emergenza. «Non sussiste alcun rischio legato al trasporto di materiali pericolosi. I server non sono materiali pericolosi».
Sulla scuola di Brazzuoli: 620 metri di distanza. «Saranno studi ambientali dedicati e tecnologie per contenere rumore, emissioni e luce».
5. Quando si decide?
Siamo solo all’inizio. Dopo la variante urbanistica comunale, la palla passa al Ministero dell’Ambiente per l’autorizzazione finale.
«Non è possibile oggi pensare che aziende e cittadini continuino a usare le candele» ha concluso Caruccio, paragonando l’IA all’elettricità. Il confronto però è solo all’inizio.
red/welCR/gcst





