Domenica, 19 settembre 2021 - ore 20.16

Alberi Spazi verdi urbani, c’è la legge 6/2013. Che obbliga il Comune ad una serie di azioni

A Cremona ,che ha circa 71mila abitanti , gli alberi censiti sono 26mila.Servirebbe un piano di 10 anni quindi 4500 nuovi alberi all'anno.

| Scritto da Redazione
Alberi Spazi verdi urbani, c’è la legge 6/2013. Che obbliga il Comune ad una serie di azioni Alberi Spazi verdi urbani, c’è la legge 6/2013. Che obbliga il Comune ad una serie di azioni

Spazi verdi urbani, c’è la legge 6/2013. Che obbliga il Comune ad una serie di azioni

La carenza di un’efficace comunicazione, l’assenza di piano di abbattimento ben spiegato e programmato ma anche scarsa consapevolezza di un reale bisogno di alberi nella nostra città. E di nuove sensibilità tra i cittadini.

Ma senza entrare nel merito del motivo degli abbattimento sugli alberi, tanto abbiamo letto e tanto è stato scritto, ma crediamo che sia doveroso fare alcune precisazioni.

In maniera errata si parla di ripiantumare come evento eccezionale, a volte si sente dire che a Cremona ci sono troppi spazi verdi o assenza di luoghi dove mettere a dimora nuove  essenze o con grave errore citando i costi della loro manutenzione.

Prima cosa, occorre ricordare alcuni fatti

L’ultimo polmone verde creato a Cremona risale alla giunta Perri, agli assessori Malvezzi e Fasani, che realizzarono nel 2011  il parco del Morbasco sud nel quartiere Po, in fondo a via I Maggio. Più di 10.000 nuove essenze.

Una bellissima area che dopo 10 anni è lì da vedere.

Secondo. Il bosco dei nuovi nati. Se da una parte può sembrare una simpatica novità, visto che molti Comuni si sono adoperati in tal senso, ma è bene sapere che è un obbligo di legge.

Infatti la legge nazionale  10/2013 https://www.altalex.com/documents/leggi/2013/02/04/norme-per-lo-sviluppo-degli-spazi-verdi-urbani 

prevede che:

*tutti i comuni sopra i 15.000 abitanti si dotino di un catasto degli alberi

*per ogni bambino nato o adottato nei comuni sopra ai 15.000 abitanti venga piantato un nuovo albero dedicato

*Due mesi prima della scadenza naturale del mandato, il sindaco rende noto il bilancio arboreo del comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprieta' pubblica rispettivamente al principio e al termine del mandato stesso, dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza.

Nei casi di cui agli articoli 52 e 53 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e in ogni ulteriore ipotesi di cessazione anticipata del mandato del sindaco, l'autorita' subentrata provvede alla pubblicazione delle informazioni di cui al presente comma»

Quindi si tratta di obbligo,  rispettato in modo tardivo. Anzi aspettiamo di vedere i boschi degli ultimi anni.

Perché la creazione di un bosco per ricordare i morti di COVID, seppur doveroso, è un’altra cosa rispetto all’obbligo di legge

Idem il ripristino di nuove essenze, o ancora scontato la rimozione delle ceppaie. Fatti ordinari.

Ci vorrebbero progetti di ampio respiro. Delle priorità vere. Sul verde è necessario un investimento concreto  e meno chiacchierato e narrato. Come spesso capita alla politica.

A Cremona ,che ha circa 71mila abitanti , gli alberi censiti sono 26mila.  Quindi  secondo la regola un abitate un albero ne mancano circa 45mil.. Servirebbe  un piano di 10 anni quindi 4500 nuovi alberi all'anno.

Per fare questo è necessario coinvolgere anche i privati, il sistema imprese, le associazioni ed i quartieri. Vanno aumentate le competenze istituzionali con più  giardinieri e agronomi a servizio della città.

Infine sul bilancio arboreo del Comune, anche questo è un obbligo di legge, non sappiamo se è stato fatto un bilancio del verde nella primavera del 2019, fine mandato giunta Galimberti.

Attendiamo per la trasparenza la sua pubblicazione.

A firma di un gruppo di amici di welfare (*)

5 settembre 2021

(*) Come direttore di welfare mi assumo ogni responsabilità su quanto scritto. Gian Carlo Storti

 

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