L’esecuzione di Christa Pike è prevista per il 30 settembre in Tennessee, negli Stati Uniti.
Christa, oggi cinquantenne, aveva 18 anni quando ha commesso l’omicidio per cui è stata condannata a morte.
Come sai, siamo contro la pena di morte ovunque e in ogni circostanza. Ciò non significa minimizzare la gravità di quel reato. In questo caso, inoltre, la commutazione e una pena alternativa sarebbero più che necessarie.
L’infanzia di Christa Pike è stata segnata da stupri, violenza sessuale e fisica, povertà e abbandono. Pur essendo a conoscenza della grave situazione in cui si trovava, lo stato non l’ha protetta dalle violenze a cui era esposta.
Durante il processo, i suoi avvocati d’ufficio hanno presentato solo una minima parte delle prove relative alle violenze subite e alle conseguenze psicologiche che ne erano derivate.
Nel 2001 le sono stati diagnosticati un disturbo bipolare e un disturbo da stress post-traumatico. È emerso anche un danno al lobo frontale del cervello presente sin dalla nascita. Nel 2023 un’ulteriore valutazione ha definito le violenze subite da Christa “veramente estreme”, tali da rendere quasi impossibile recuperare.
Il 30 settembre si avvicina.
Chiediamo al governatore del Tennessee di fermare l’esecuzione e di commutare la condanna di Christa Pike in una pena alternativa.