“Qui a Deir al-Balah è come un’apocalisse. Devi proteggere i tuoi bambini dagli insetti e dal caldo. Non c’è acqua potabile e non ci sono gabinetti, il tutto mentre i bombardamenti non si fermano mai. Ti senti come se fossi un subumano”, Mohammed, abitante di Gaza City sfollato più volte.
Da oltre un anno va avanti l’assalto brutale e implacabile di Israele nella Striscia di Gaza. Per gravità e velocità questo si sta configurando come il conflitto più disastroso del XXI secolo, caratterizzato da distruzione di infrastrutture civili, aiuti umanitari negati e, soprattutto, la perdita di migliaia di vite umane. Alla data del 7 ottobre 2024, l’esercito israeliano aveva ucciso oltre 42.000 palestinesi, tra i quali oltre 13.300 bambini e bambine, e ne aveva feriti oltre 97.000. E non si vede la fine di tutto questo orrore.
Molte persone hanno definito questo come il primo “genocidio in diretta”. Ma possiamo davvero affermare che si tratta di genocidio? Secondo le nostre ricerche la risposta è inequivocabile: sì, questo è un genocidio perché Israele ha compiuto atti proibiti dalla Convenzione sul genocidio con l’intento specifico di distruggere la popolazione palestinese di Gaza.