Domenica, 03 maggio 2026 - ore 17.06

Pianeta Migranti. Il buco nero del CPR di via Corelli a Milano

Il 21 aprile, la rete ha denunciato la presenza di 5 minorenni anche di 14 anni, poco più che bambini, nel CPR di via Corelli.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Il buco nero del CPR di via Corelli a Milano

Pianeta Migranti. Il buco nero del CPR di via Corelli a Milano

La struttura è stata al centro di una serie di episodi gravi che hanno allarmato la rete Mai più lager – No ai CPR.

Il 21 aprile, la rete ha denunciato la presenza di 5 minorenni anche di 14 anni, poco più che bambini, nel CPR di via Corelli.

È rigorosamente vietato dalla legge il trattenimento di persone minorenni, che per definizione sono inespellibili e vanno tutelate. È gravissimo che nel CPR di via Corelli ve ne siano più di uno”, ha scritto la rete sui propri canali social. “Non riusciamo a smettere di chiederci quale dottore possa aver mai certificato l’idoneità al trattenimento di un 14enne e dei suoi compagni che sono visibilmente poco più che dei bambini”.

Nicola Cocco, medico della rete e della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), ha sollevato sulla stampa una questione precisa: «In Italia non esiste una certificazione dell’età tramite strumenti biometrici. Mi chiedo: il medico che ha valutato l’idoneità al trattenimento di un ragazzo di 14 anni su quali elementi si è basato e quale valutazione ha redatto?».

Dopo le segnalazioni urgenti al Garante per l’infanzia e alla Prefettura, e grazie anche alla copertura mediatica, almeno quattro ragazzi sono stati liberati, una volta che gli esami medici ospedalieri hanno confermato la loro età.

Vietare i cellulari per nascondere le violazioni.

La rete ha sottolineato un elemento preoccupante: “Se i detenuti non avessero avuto cellulari con videocamera per inviarci le foto dei minorenni, non avremmo saputo nulla”.

Non è un caso, dunque, che il governo Meloni, con il nuovo DDL immigrazione, voglia vietare nei CPR l’uso di telefoni dotati di fotocamera.

Nei giorni successivi, tra il 24 e il 26 aprile, il CPR ha registrato una serie ravvicinata di gravi episodi di autolesionismo tra i detenuti, descritti dalla rete come un «terrificante effetto domino». Secondo le testimonianze raccolte, assistere continuamente a scene di violenza in un contesto di isolamento totale e incertezza sul proprio futuro genera una spirale di disperazione difficile da arginare.

La vita in CPR è una notte infinita: senza fine pena, non sai se e quando uscirai, se tornerai dalla tua famiglia o in un paese che non è più il tuo, per colpa di un pezzo di carta che è impossibile acquisire”, spiega la rete.

Gli attivisti segnalano inoltre che i soccorsi, in alcuni casi, sarebbero arrivati con ritardi significativi, e che il personale in servizio sarebbe risultato insufficiente e in un’occasione persino il pasto è arrivato con ore di ritardo. “Dobbiamo interrompere questa spirale”, conclude la rete Mai più lager – No ai CPR.

La situazione del CPR di via Corelli

Negli anni, ci sono state inchieste giudiziarie, condanne, denunce pubbliche e rilievi istituzionali, tutte senza una risposta politica adeguata e risolutiva. Da luglio 2025 è disponibile un importante strumento in più: la sentenza n. 96 della Corte Costituzionale sottolinea chiaramente come manchi una legge che disciplini le modalità di trattenimento delle persone all’interno dei CPR, che operano quindi letteralmente fuori dalla legge.

CPR, una settimana ordinaria di orrore: scioperi della fame, minorenni detenuti e gesti disperati – Progetto Melting Pot Europa

 

 

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