È il 18 gennaio e in una chiesa di Minneapolis monta una protesta contro le politiche dell’Ice, l’Agenzia per l’immigrazione e le dogane. La manifestazione è pacifica ed è stata organizzata in seguito all’uccisione di Renee Nicole Good. A documentare il tutto ci sono vari giornalisti e giornaliste, tra cui Georgia Fort.
Tutto normale, no? Non per il dipartimento di Giustizia, che adesso sta perseguendo penalmente Fort e altri colleghi e colleghe. Rischiano fino a 10 anni di prigione solo per aver documentato la protesta.
Questo non è un caso isolato, è un chiaro messaggio: chi osa criticare il governo, paga.
Se lasciamo passare questo attacco sotto silenzio, il diritto all’informazione sarà sempre più a rischio. E non solo negli Usa.
Non restare a guardare. Difendi la libertà di stampa, ora.